Cambio ai vertici del Siai:
Maria Rosaria Gianni nominata presidente


Maria Rosaria Gianni presidente del SIAI
Roma 30 ottobre 2020 – E’ Maria Rosaria Gianni la nuova presidente del Siai. Caporedattrice della Cultura del Tg1, subentra al vertice del Sindacato inquilini dell’Inpgi a Corrado Giustiniani, che aveva completato i tre mandati previsti dallo statuto come tetto non superabile per un presidente. Il consiglio direttivo del Siai ha approvato all’unanimità la nomina di Maria Rosaria, che dovrà passare al vaglio dell’assemblea dei soci, da convocare online nelle prossime settimane. Nella stessa riunione è stato chiesto a Corrado Giustiniani di ricoprire la carica di segretario generale, lasciata vacante dall’uscita di Gabriella Leonzi. Giustiniani ha accettato, per garantire la continuità dell’azione sindacale, e anche la sua nomina è stata approvata all’unanimità dal direttivo del Siai. 

Maria Rosaria Gianni è stata la prima donna ad essere nominata capo redattore di “line” nella storia del Tg1. Cavaliere della Repubblica italiana, per decisione nel 2004 del presidente Carlo Azeglio Ciampi, vincitrice di numerosi premi giornalistici, ha tra l’altro ideato e curato le rubriche di cultura Tg1 Musica, Cinema, Teatro e Mostre.

La sfida che attende la nuova presidente è quanto mai ardua: siamo di fronte al fallimento sostanziale dell’operazione vendite immobiliari, con alloggi proposti in vari casi a prezzi impossibili e molti altri rimasti vuoti e inaffittabili in quanto facenti parte di palazzi in vendita, con un danno notevole per le casse dell’istituto e un progressivo degrado degli appartamenti. Il patrimonio rimasto esclusivamente in affitto si è ridotto ad appena 500 appartamenti, meno di un quarto rispetto a cinque anni fa, e molte famiglie sono in attesa di rinnovo contrattuale. Il Siai dovrà anche sostenere l’azione di accesso agli atti del patrimonio immobiliare dell’Inpgi avviata da Corrado Giustiniani, alla quale l’Istituto ha risposto con nove no su dieci richieste, nonostante la sentenza di fine luglio del Consiglio di Stato che lo obbligava alla trasparenza.

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