Non demordiamo: nuova richiesta di accesso agli atti

Roma, 19 dicembre 2019 -L’Inpgi ha respinto la prima richiesta di accesso agli atti del patrimonio e delle dismissioni immobiliari, presentata da Corrado Giustiniani, presidente del Siai, sindacato inquilini dell’Inpgi. E, per giunta, ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che rende legittimo l’accesso. Ecco allora una seconda richiesta, che ne approfondisce gli aspetti giuridici, appena inviata per raccomandata Ar alla Presidente dell’Inpgi Marina Macelloni. Nella speranza che la trasparenza alla fine vinca, e che ci vengano dati in visione i documenti che sollecitiamo.


Gentile Presidente Marina Macelloni,

come giornalista professionista iscritto all’Inpgi, seriamente preoccupato per la grave situazione finanziaria in cui versa l’Istituto che eroga le pensioni agli iscritti, e preoccupato altresì per l’insuccesso dell’operazione dismissioni immobiliari, molto lontana dai 650 milioni di euro che avrebbe dovuto incassare (operazione che ho potuto seguire in quanto presidente del Siai, il sindacato degli inquilini dell’Istituto di previdenza dei giornalisti) e, quindi, come tale, titolare di un interesse diretto, concreto e attuale (anche alla luce di quanto affermato dal Tar Lazio, con la Sentenza n.11793 pubblicata l’11 ottobre 2019), chiedo l’accesso, mediante visione ed estrazione di copia, ai seguenti dati relativi al patrimonio dell’Istituto.

-I valori con i quali tutti i singoli immobili sono stati apportati al Fondo Amendola, a partire dal dicembre 2013.

-Tutte le perizie semestrali di aggiornamento di tali valori, sino all’ultima di questo dicembre o, se non ancora disponibile, alla penultima effettuata nel giugno 2019.

-Il valore di apporto, in particolare, dell’immobile ex Inpgi di via Parigi dove era alloggiato l’Ordine nazionale dei giornalisti, il prezzo al quale venne acquistato, comprensivo di ristrutturazione e costi indiretti (ad esempio per le agenzie immobiliari) e quello al quale è stato ceduto, anche qui con i costi indiretti sostenuti.

-I costi complessivi di progettazione e di ristrutturazione sostenuti per l’immobile di via Novelli, valorizzato perché rimanesse nel patrimonio dell’Istituto e invece messo in vendita a fine intervento, con l’ultima e imprevista tranche di dismissioni (costi che hanno riguardato il cappotto termico, l’impianto di riscaldamento con sostituzione di tubi, radiatori, centrale termica, infissi ecc.).

-Il numero assoluto e la quota percentuale degli immobili inoccupati, nella parte del patrimonio rimasto in affitto alla data del 19 dicembre 2019.

-il numero assoluto e la quota percentuale degli alloggi vuoti nei vari immobili del patrimonio destinato alla vendita, come tali non più affittabili.

-Il valore dei rogiti notarili siglati alla data del 19 dicembre 2019,  sia per gli immobili dismessi ad uso residenziale che per quelli ad uso terziario.

-Quale sia il compenso riconosciuto al nuovo “service” Yard.

-Se esistano penali a carico di Investire, la Società di gestione del Fondo Inpgi, in ragione del vistoso scostamento tra incassi programmati ed effettivi dell’operazione dismissioni.

In merito ai documenti di cui si è chiesto l’accesso, si precisa che gli stessi sono relativi alla gestione del patrimonio dell’Istituto, che costituisce lo strumento mediante il quale è esercitata l’attività di pubblico interesse.

Vi è quindi un nesso di stretta strumentalità tra la qualifica di iscritto alla cassa, rivestita dallo scrivente istante e gli atti dei quali è richiesta l’ostensione.

Inoltre, si rileva che “il generico interesse dell’associato alla prudente e corretta amministrazione del patrimonio dell’ente, dalla quale dipende il soddisfacimento delle posizioni attive che si collegano al suo status, assume un connotato di palpabile concretezza, in relazione alle criticità collegabili ad una perdita finanziaria, specialmente se ingente. L’associato quindi, in quanto titolare di un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, deve essere considerato soggetto “interessato”, ai sensi dell’art. 2 comma 1, lett. b), della L. n. 241 del 1990 (come modificata dall’art. 15 della L. n. 15 del 2005)” (Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, n. 7 del 24.04.2012).

Nel caso concreto, l’interesse alla conoscenza dei documenti richiesti deriva dal rischio concreto di pregiudizio della propria tutela previdenziale.

Vista l’importanza e l’urgenza di tali richieste, confido che vengano prontamente accolte.

Un saluto cordiale

Corrado Giustiniani

Scrivi un commento


Nome*

E-mail (non verrà pubblicata)*

Sito Web

Il tuo commento*

Invia commento

Web Design & Hosting: Cartabianca