Sunia e Siai scrivono al Senato: “Ecco spiegato l’insuccesso delle vendite Inpgi”

Roma, 9 luglio 2019 -  Non è vero che il sindacato abbia chiesto ulteriori sconti su prezzi di vendita in gran parte artefatti, come quelli decisi da Inpgi-Investire per la dismissione del patrimonio immobiliare. Ha rivendicato semplicemente la necessità di partire dai reali prezzi di mercato, come registrati dall’Osservatorio Omi-Agenzia delle Entrate. La controparte non ha accettato, le trattative si sono rotte e l’operazione-vendite si è conclusa con un insuccesso che pesa molto sulle spalle dell’Inpgi: si e no un terzo dell’incasso previsto e interi palazzi bloccati, con pochi acquirenti,  molti inquilini e alloggi liberi a prezzi impossibili. E’ questo il succo di una lettera di chiarimento che  Il Segretario generale del Sunia, Daniele Barbieri, e il presidente del Siai, sindacato inquilini dell’Inpgi, Corrado Giustiniani hanno spedito al Senatore Sergio Puglia, Presidente della Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale. Ecco il testo della lettera spedita oggi al Senato, con piena disponibilità ad essere ascoltati.

Gentile Presidente,

in quanto rappresentanti delle organizzazioni sindacali degli inquilini, Le scriviamo in relazione all’audizione dello scorso 18 giugno della Presidente dell’Inpgi Marina Macelloni, e in particolare con riferimento alla Nota scritta presentata alla Commissione di vigilanza sugli Enti previdenziali da Lei guidata. A pagina 19, quinto capoverso di detto documento, veniamo chiamati in causa. Vi si sostiene che l’Inpgi ha accordato uno sconto del 25 per cento agli inquilini che intendessero acquistare un alloggio, “evitando un ulteriore sconto del 15 per cento richiesto in sede di negoziazione da Sindacati e Comitati inquilini”.

No, gentile Presidente, le cose non stanno affatto così. Non abbiamo chiesto nessun ulteriore sconto. La verità è che le trattative si sono rotte perché il sindacato non chiedeva altro che partire dai  valori di mercato degli alloggi, così come registrati dall’Osservatorio Omi-Agenzia delle Entrate, ritenuto da tutti gli operatori come il più fedele, e su questo poi operare lo sconto per l’affittato (avevamo chiesto il 30 per cento, e ottenuto appunto il 25). Ma il Fondo Inpgi non ha accettato il criterio da noi proposto, che era garanzia di successo dell’operazione, e ha imposto che i valori Omi facessero media con quelli di un altro osservatorio, Scenari Immobiliari, dai prezzi altissimi. Su questo si sono rotte le trattative, e noi non abbiamo chiesto più alcuno sconto, concentrandoci invece sulla tutela degli inquilini che non potevano o intendevano acquistare.

Nella gran parte dei casi, gli immobili sono stati dunque proposti con prezzi di partenza “a libero”  nettamente superiori a quelli di mercato, e questo spiega l’insuccesso dell’operazione che, a giochi ormai fatti, ha reso sì e no un terzo del previsto. Si è poi deciso di proseguire nella vendita, ad esempio a Roma Nord, anche in molti palazzi in cui erano state pochissime le proposte di acquisto, con l’effetto di avere immobili liberi incedibili, perché a prezzi proibitivi, in quanto privi dello sconto, e nel contempo inaffittabili perché tuttora in vendita, quando sarebbe stato meglio  rivedere i prezzi per una vendita successiva, a valori che rispettassero più fedelmente l’andamento del mercato.

Tanto volevamo chiarire, e siamo naturalmente disponibili ad essere ascoltati, qualora Lei lo ritenesse utile.

Un saluto cordiale

Daniele Barbieri, Segretario Generale del Sunia

Corrado Giustiniani, presidente del Siai, sindacato degli inquilini INPGI

 

Un commento


  • Antonio Ciampaglia,editorialista,già Direttore Gr3/RAI

    Siamo al clou di questa insospettabole pagliacciata della dirigenza Inpgi che,con la raccapricciante storia delle dismissioni,sta portando al baratro ignominioso la vicenda del nostro Istituto.Procedure,criteri e prezzi di cessione dei singoli immobili distanti da quelli di mercato,verso giornalisti che ne sono tuttora,dopo oltre 50 anni,virtuosi inquilini.Scandaloso,come i toni usati ai piani alti di via Nizza,verso “alcuni colleghi delusi”Scandalosa come tutta la storia recente Inpgi!

    16 luglio 2019

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