Ecco i dati sul fallimento delle vendite: Inpgi, cosa rispondi? Iscrivetevi al Siai: 30 euro per vincere la battaglia dei canoni

Roma, 20 aprile 2018 – Secondo le previsioni dell’Inpgi, alla fine di marzo 2018 l’operazione vendite avrebbe dovuto fruttare 395 milioni di euro, per superare i 600 milioni a regime. Ma, alla data del 19 aprile, siamo a meno del 30 per cento di quel primo incasso previsto, mentre i 600 milioni una volta che si saranno esperiti tutti i tentativi di cedere gli immobili sul mercato rappresentano sempre più una chimera. Martedì 24 aprile è in programma un Consiglio generale Inpgi sul bilancio consuntivo 2017, appena approvato dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto. Ci saranno dei consiglieri che porranno delle domande alla Presidente Marina Macelloni su questo fallimento, che priva l’Inpgi di gran parte della liquidità sognata?
Ma torniamo ai dati. Su richiesta del Siai, Investire, la società di gestione del Fondo Inpgi a cui è stato passato il patrimonio, ha mandato al presidente del Siai la seguente comunicazione, firmata dal suo Fund Manager Gabriele Polito: “La informo che alla data odierna, ad un anno dal primo rogito, abbiamo stipulato 373 atti di compravendita per un valore complessivo di 110 milioni di euro” (cifra ancora più aggiornata rispetto alle informazioni appena diffuse dalla newsletter “Inpgi notizie”). E “la data odierna” è appunto quella di ieri, 19 aprile 2018. Avevamo chiesto a Investire come fosse andata la quarta e ultima tranche, visto che siamo a circa due mesi da quando è scaduto il termine riservato agli inquilini per decidere l’acquisto. Ed ecco la risposta: “Anche la quarta tranche di vendita non ha riservato grosse sorprese, mantenendo sostanzialmente la media di adesione degli inquilini registrata nelle tranche precedenti”.
Fuor di metafora, è andata male anche la quarta tranche e se usciranno i dati specifici, immobile per immobile, potremo rendercene conto. Un’operazione, quella delle vendite, che avrebbe potuto aiutare ben di più le dissestate casse dell’Inpgi, se in molti casi non fossero stati decisi prezzi lunari, come è stato ad esempio per gli immobili attorno a via Cortina d’Ampezzo a Roma, dove su 121 appartamenti posti in vendita ne sono stati ceduti appena 12. Se fossero stati rispettati in partenza i valori di mercato, soltanto in questa porzione di città si sarebbero incassati molti milioni di euro in più: e di questi mancati introiti qualcuno dovrà pur rispondere. Come del caso paradossale di via Sanzeno, dove è stato costituito un condominio per un solo acquirente. Inpgi e investire hanno avuto successo solo in quelle parti del patrimonio in cui i valori di partenza erano più vicini a quelli “Omi Agenzia delle Entrate” suggeriti dal sindacato.
L’emergenza, per il Siai, è adesso quella di contenere e anzi ridurre l’onere dei canoni d’affitto, in troppi casi esageratamente alti. Nell’interesse stesso delle casse dell’Istituto, perché gli alloggi vuoti, su cui l’Inpgi non incassa, sono già il 20 per cento del totale, e la fuga continua. E’ per questo che chiediamo agli inquilini degli immobili rimasti nel patrimonio, e a quelli degli immobili in vendita, di darci forza in questa nuova battaglia, iscrivendosi al nostro sindacato. La quota è stata ridotta a 30 euro. Anche molti che stanno acquistando possono aver bisogno della nostra assistenza, come testimoniano le telefonate che stiamo ricevendo. Vi sta per arrivare la nostra lettera a casa, ma vi suggeriamo di tagliare i tempi effettuando il versamento direttamente al nostro Iban di Banco Posta, con il vostro indirizzo, per ricevere la tessera a casa. Eccolo:

IT61 Z076 0103 2000 0002 1199 005
Se non ci date forza e rappresentatività, non riusciremo a vincere questa nuova battaglia.

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