Per via dei Giornalisti si discute sul “rent to buy”. A metà novembre sarà comunicata la quarta tranche di vendite

Roma, 2 novembre 2017 – “Avete una proposta di acquisto col sistema “rent to buy”? Non discutiamone adesso: mettetela per iscritto e incontriamoci una seconda volta per analizzarla”. Questo è forse l’unico spiraglio che Gabriele Polito ha concesso ai portavoce del Comitato inquilini delle vie dei Giornalisti e Camilluccia, accompagnati dal Siai, nell’incontro svoltosi nella sede di Investire il 31 ottobre scorso. Ragion per cui è stato fissato un nuovo appuntamento, per mercoledì 22 novembre alle 11. Il “rent to buy”, ovvero acquisto con riscatto, è normalmente un meccanismo che porta l’inquilino a versare un affitto più elevato di quello che pagava, perché una parte di questo viene messa “in conto acquisto”. Contemporaneamente al contratto d’affitto, si fissa la data per un preliminare di futura vendita, in genere a 3-5 anni, ma che la legge ammette sino a dieci anni.
Nella formula annunciata dal Comitato giornalisti ad Investire (all’incontro ha preso parte anche Luciano Manfredi, il nuovo responsabile del mercato residenziale di Investire) l’inquilino che accetta di acquistare col “rent to buy”, verserebbe subito una quota del 20-30 per cento del costo totale dell’appartamento, e poi pagherebbe i canoni “in conto affitto”. E’ evidente che il meccanismo va precisato con maggiori particolari, e non poteva essere questo primo incontro l’occasione per farlo. Sorprendente e incoraggiante, in ogni caso, il fatto che la società di gestione del Fondo Inpgi non abbia bocciato subito la proposta, motivando il no con la ragione che il quotista Inpgi ha bisogno di incassare subito, ma abbia lasciato aperta una possibilità, che potrebbe valere anche per le vendite di altri immobili.
Un muro di no, invece, di fronte alle altre richieste avanzate dai portavoce degli inquilini, in primis quella di rivedere i prezzi e di concedere una dilazione rispetto ai 60 giorni già abbondantemente in corso, per dare una risposta se acquistare o no. Il Comitato ha precisato di non rappresentare soltanto le famiglie degli immobili in vendita (ovvero via dei Giornalisti 18 e 53, scale A e C, e i civici 179-183 e 195 per via della Camilluccia) ma i 400 nuclei familiari del più grande agglomerato Inpgi in tutta Italia, quello di via dei Giornalisti. Non si sa se e quanti altri immobili di questa strada saranno messi in vendita nella quarta e ultima tranche di dismissioni: Gabriele Polito non ha voluto fare anticipazioni, ma ha detto che soltanto per un terzo essa interesserà unità residenziali, per due terzi invece uffici, e ha annunciato che gli indirizzi delle unità in dismissione verranno comunicati attorno al 15 novembre.
Sono esageratamente elevati, hanno sottolienato gli inquilini, i prezzi in particolare di via dei Giornalisti (e cioè 3.113 euro a metro quadro, già scontati ma prima dell’applicazione dei vari coefficienti di piano, esposizione ecc.). “Sono case vicine al disastro manutentivo, in una non c’è nemmeno l’allaccio in fogna, in un’altra c’è l’amianto sui tetti – hanno osservato i portavoce – e, quanto ai prezzi, è come se lo sconto del 25 per cento non ci fosse. Inoltre chi volesse comprare ha bisogno di contattare parenti fino al quarto grado, e solo per questo ci vuole tempo: vi chiediamo non sessanta, ma 120 giorni”. “No” di Investire sui prezzi e nemmeno su un rinvio. E’ stato ripetuto agli inquilini, come per via Oberto, che al termine dei 60 giorni chi vuol comprare deve versare un 3 per cento del prezzo con un assegno che però non verrà incassato da Investire, ma sarà restituito se l’acquirente non troverà il mutuo, cosa che può avvenire entro ulteriori 60 giorni, i 15 per mettere in piedi il bando successivo riservato a giornalisti e dipendenti Inpgi e di altre categorie prioritarie, i 30 perché questi decidano se comprare o no, con diritto di prelazione però degli inquilini, e i 15 per allestire un nuovo bando destinato a terzi. Solo allora cambieranno le condizioni (sconto non più del 25 per cento, ma del 20, e obbligo di pagare il 2 per cento alle agenzie).
I manager di Investire hanno sostenuto poi che in molti immobili le finanziarie stanno concedendo mutui sul 100 per cento sul costo dell’unità da acquistare, e questa sarebbe una prova che le valutazioni di Investire sono corrette. In realtà, come il Siai ha dimostrato ripetutamente, se da alcune parti (ad esempio a Milano e a Bari) i prezzi sono vicini a quelli Omi, e infatti le vendite sono andate bene, ad Arenzano (Genova) e nella stragrande maggioranza degli immobili romani, i prezzi di Investire risultano ampiamente fuori mercato. Gabriele Polito ha comunicato, infine, di aver stipulato rogiti, ad oggi, per 60 milioni di euro (il dato fornito il giorno prima, nella riunione per via Oberto, era di 55 milioni).

Scrivi un commento


Nome*

E-mail (non verrà pubblicata)*

Sito Web

Il tuo commento*

Invia commento

Web Design & Hosting: Cartabianca