Protestano gli inquilini torinesi: “Con questi prezzi a via Principe Amedeo non venderete”

Torino, 26 ottobre – E’ inevitabile, anche a Torino si parte dai prezzi toppo alti. In apertura di riunione con gli inquilini di Via Principe Amedeo, il manager della Sgr Investire, Gabriele Polito, tenta invano di avviare la discussione “su tutto il resto” (i lavori, le condizioni, le tutele) ma il nodo è il costo degli appartamenti. I prezzi proposti non sono competitivi ( 2.550 euro al mq medio) in un mercato piatto come quello del capoluogo piemontese, lo sconto del 25 per cento per l’”occupato” non si vede e da lì si parte. Ad aprire il fuoco di fila è il giornalista Orlando Perera, inquilino e componente del Consiglio di amministrazione dell’Inpgi. Chiede chiarezza sulla formazione del prezzo degli appartamenti , dice che avrebbe voluto leggere nelle lettere di Investire il prezzo di mercato e poi su quello calcolato lo sconto del 25 per cento, contesta l’”atteggiamento ultimativo”, l’offerta “prendere o lasciare”, perché, ricorda, “non siamo noi che vogliamo comprare, ma voi che volete vendere”.

Polito spiega che non si tratta di vendite fra due privati, che la valutazione è stata inserita in un listino approvato dal Comitato consultivo del Fondo Inpgi e dal Consiglio di amministrazione di Investire e non ci sono margini di sconto rispetto a quelle cifre. Il prezzo è “battezzato” e non può essere oggetto di trattativa privata, così come del resto, dice, avviene in tutte le grandi vendite dei grandi enti.

Peccato, ricorda Gabriella Leonzi, segretario generale del Siai, che prima della definizione dei prezzi, del passaggio all’approvazione del Consiglio di amministrazione dell’Inpgi, i criteri di valutazione degli stabili non siano stati discussi con i sindacati degli inquilini, come era stato chiesto, non si sia cercato un accordo, come è successo nelle dismissioni di alcune casse previdenziali, da quella dei Geometri all’Enasarco.

Polito ribatte che non è un prendere o lasciare, che nessuno vuole mettere alle strette le persone e che una serie di tutele consentono il rinnovo dell’affitto per otto anni. Ma il compito di Investire è quello di vendere, non di affittare, dice ancora Perera. In via Verdi (altro stabile Inpgi di Torino messo in vendita nella prima tranche) su 20 alloggi ne sono stati venduti 4 e 2 sono passaggi da appartamenti più grandi a più piccoli. In questo modo, avverte, va a finire che diventerete degli “affittatori” non dei compratori. Alla prova dei fatti, l’operazione rischia di rivelarsi contraria allo scopo, quello di vendere.

Secondo la Sgr, invece, la dismissione sta andando avanti, per la prima tranche sono stati venduti il 55 per cento degli appartamenti affittati e il ritardo riguarderebbe soltanto le abitazioni libere,. perché prima dell’offerta sul libero mercato c’è il bando riservato per un mese ai giornalisti non inquilini Inpgi e la campagna pubblicitaria di vendita è cominciata solo a settembre. Nessun accenno al fatto che i prezzi delle abitazioni libere, senza il 25 per cento di sconto, risultano spesso irraggiungibili.

Si affronta infine il tema dei lavori di manutenzione straordinaria, dalla revisione dei tetti alla bonifica delle cantine, all’autosilo che si blocca spesso. Il budget programmato è di 250.000 euro. Ma poi si torna alla questione di fondo: il prezzo assolutamente fuori mercato per chi conosce Torino. L’inquilina di una delle abitazioni più grandi dello stabile di Via Principe Amedeo porta ad esempio il suo caso: “Mettiamo che al 1. gennaio me ne vada via e lasci libero il mio appartamento: sarà messo sul mercato a 900.000 euro. Auguri!”

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