Dieci gravi quesiti del Siai all’Inpgi sulla vendita degli alloggi

Roma, 11 ottobre – Il presidente del Siai, Corrado Giustiniani, ha inviato ieri la lettera che segue al presidente della Commissione Alloggi, Antimo Amore, e a quello della Commissione Dismissioni, Enrico Mirani, che oggi alle 15 si riuniscono per fare il punto sulle vendite, giunte alla terza delle quattro fasi previste. La lettera è stata inviata anche al presidente del Collegio sindacale dell’Inpgi, Vito Branca. Abbiamo posto dieci quesiti molto seri, come potrete leggere, allegando la lettera spedita a giugno di quest’anno alla Presidente dell’Istituto, Marina Macelloni, rimasta senza risposta.

Cari Presidenti Antimo Amore ed Enrico Mirani,
continuiamo a chiederci come mai le Commissioni che guidate non abbiano mai avvertito il bisogno di ascoltare il SIAI, sindacato inquilini dell’Inpgi, per acquisire un parere, non solo sindacale, ma anche tecnico, sulle vendite avviate il 14 giugno dello scorso anno. Non crediamo che i pur validi colleghi che compongono i vostri due organismi consultivi siano tutti dei ferrati esperti in materia immobiliare, e poiché in queste vendite viene messo in gioco il futuro del nostro stesso Istituto, rinnoviamo la nostra richiesta di essere convocati, tanto dalla Commissione Alloggi e Affitto immobili, quanto da quella Acquisti e Dismissioni. Sappiamo che l’11 ottobre vi riunite con i vertici dell’Istituto e chiediamo che venga data risposta ai seguenti interrogativi:
1.La Presidente Marina Macelloni ha dichiarato alla Camera che a decidere l’acquisto dell’alloggio, tanto nella prima quanto nella seconda tranche di dismissioni, sia stato circa il 50 per cento degli inquilini. In termini finanziari, esattamente, quanto è stato incassato?
2. Parlare di percentuali di acquisto da parte degli inquilini ci pare per la verità fuorviante, perché vi sono stabili in cui diversi alloggi sono vuoti. Il 50 per cento di vendite, in un immobile in cui le case affittate siano ad esempio 10 e altre 10 vuote, si riduce al 25 per cento.
3. Le previsioni di incasso per la prima tranche erano di 212 milioni di euro. Come vanno aggiornate?
4. Quali sono stati i valori di apporto al Fondo di tutti gli immobili delle tre tranches finora avviate?
5. Per i prezzi, Il sindacato aveva chiesto di partire dai valori di mercato degli immobili, così come individuati dall’Omi, l’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate che si basa sulle compravendite effettivamente avvenute, e non su semplici annunci pubblicitari, e su questi valori applicare lo sconto. Dove si è seguita tale strada (vedi Milano e Bari) le vendite hanno avuto pieno successo. Perché non si è fatto così dappertutto?
6.Le trattative sono state rotte perché Inpgi e Investire hanno imposto, come prezzo di riferimento, la media fra media Omi e media Scenari Immobiliari. Un osservatorio – quest’ultimo – dai valori lunari, che per giunta ultimamente non sono stati nemmeno diffusi. Si sta imboccando una terza via? Perché criteri così poco trasparenti, con notevoli incongruenze fra zona e zona?
7. Il fallimento dell’operazione vendite è stato clamoroso soprattutto a Roma Nord, dove i valori di partenza risultano superiori anche di 1000 euro a metro quadro rispetto a quelli di mercato. A via Sanzeno è stato venduto un solo appartamento (e perché mai i due stabili al n.25 non sono stati ritirati dalla vendita? Non era questa economicamente la scelta più sana?) a via Misurina 56 due-tre, fallimento a via Courmayeur e a via Trionfale, mentre gli inquilini della terza tranche di via dei Giornalisti e di via della Camilluccia, che hanno appena ricevuto le lettere, sono in subbuglio. Perché questo harakiri? Perché dopo il fallimento di via Sanzeno si è voluto proseguire con gli stabili vicini, più o meno agli stessi prezzi, in una zona oltretutto gravata da molta offerta e tanto invenduto?
8. Se i prezzi sono fuori mercato, non credete che vendere gli immobili liberi senza lo sconto del 25 per cento sarà ancora più difficile?
9. E’ in progetto un piano di vendita in blocco a qualche immobiliare a prezzi stracciati, cosa sino a questo momento sempre negata ai sindacati?
10. Molti alloggi sono vuoti per gli affitti altissimi praticati dall’Istituto, in barba alle richieste di contenimento e ribasso del SIAI. L’operazione-vendite sta svuotando altri immobili. Non è un suicidio, per l’Istituto, rinunciare ai proventi dell’affitto?

Nella speranza che dalla riunione dell’11 giungano le risposte a questi nostri interrogativi, e allegando una lettera che spedimmo alla Presidente dell’Inpgi il 14 giugno scorso, rimasta purtroppo senza riscontro,
vi invio i miei più cordiali saluti.

Corrado Giustiniani, presidente SIAI, sindacato inquilini dell’Inpgi

lettera aperta alla Presidente dell’Inpgi

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