Lettera aperta del Siai: la Presidente dell’Inpgi Marina Macelloni ancora non risponde

14 luglio 2017 – E’ passato un mese esatto, ma la Presidente dell’Inpgi ancora tace. Il 14 giugno scorso, a un anno dalla decisione del Consiglio di amministrazione dell’Istituto di vendere in quattro tranche metà del patrimonio immobiliare dell’Inpgi, il presidente del Siai, Corrado Giustiniani, ha inviato una lettera aperta a Marina Macelloni. In questo documento, pubblicato sul nostro sito alla data del ricevimento, e riproposto a tutti i giornalisti dalla Newsletter di Franco Abruzzo, il Siai, in pieno accordo con il segretario generale del Sunia, Daniele Barbieri, ha denunciato il grave errore di non aver condotto una trattativa preventiva con i sindacati, nonché la rottura unilaterale, nello scorso mese di dicembre, di quella che era stata avviata in autunno, perché Inpgi-Investire non hanno accettato il criterio più trasparente per definire i prezzi, partire cioè dai valori medi di mercato come individuati dall’osservatorio sulle compravendite effettive, curato da Omi-Agenzia delle Entrate.
Investire e Inpgi, invece, hanno voluto inserire nelle medie i valori assolutamente lunari dell’osservatorio Scenari Immobiliari, che attinge esclusivamente da annunci pubblicitari, e non parte da compravendite effettivamente avvenute. Tutta l’operazione, così, è partita male e con gravi ritardi e il rischio forte è che gli obiettivi fissati dall’Inpgi vengano mancati. Sicuramente non verranno centrati quelli della prima tranche, dalla quale, secondo le previsioni dell’Istituto, sarebbero dovuti arrivare 213 milioni di euro, vitali per le casse dell’Inpgi. Dove i prezzi si avvicinano a quelli Omi, la gente compra (ad esempio a Milano) , dove le distanze sono vistose a comprare sono e saranno in pochi.
Si poteva pensare che gli alti prezzi dipendessero dagli eccessivi valori con cui gli immobili dell’Inpgi sono stati apportati al Fondo immobiliare Amendola, soprattutto a Roma: ma il criterio non è stato sempre seguito. A via Trionfale, ad esempio, i prezzi di partenza fissati da Inpgi-Investire per le vendite sono ben inferiori a quelli di apporto. Si pensava inoltre che, se non avesse comprato almeno il 40 per cento degli inquilini, l’immobile sarebbe stato tolto dal mercato, e invece sempre a Roma, via Sanzeno, si è costituito un condominio per un solo inquilino che ha acquistato, e a Genova per pochissimi. Irrazionalità, oltre a scarsa trasparenza.
La lettera aperta alla Presidente Marina Macelloni è stata inoltrata anche al Presidente del Collegio Sindacale dell’Inpgi Paolo Reboani, designato dal ministero del Lavoro. E’ passato dunque un mese da quell’invio, ma siamo fiduciosi che una risposta arriverà. L’occasione, magari, sarà l’annuncio della terza tranche di vendite, che il Comitato consultivo di Investire, presieduto proprio da Marina Macelloni, vaglierà il 20 luglio, mentre la decisione definitiva è annunciata per venerdì 28.

2 commenti


  • Mauro De Cesare

    Dopo il crollo del 5 luglio avvenuto in Via dei Lincei sul terrazzo sovrastante il mio e sul mio stesso terrazzo (con grave pericolo per l’incolumità delle persone e dei bambini che abitano questi appartamenti) le cose continuano a peggiorare. Doveva essere fatto un intervento di messa in sicurezza dell’immobile REALE: è stato fatto un intervento in poche ore e in maniera superficiale, nonostante l’intervento dei vigili del fuoco subito dopo il crollo.
    Ora il colmo: l’immobile è di 4 palazzine. Nella prima i lavori sono in corso. Bene, anzi malissimo: Il frontalino di un terrazzo, rifatto solo una settimana fa è CROLLATO!!! Questa è la qualità dei lavori che ci dobbiamo aspettare, e che erano previsti per una cifra di oltre un milione e mezzo di euro?
    A questo punto chiedo fermamente a Giustiniani, presidente Siai, e Barbieri, presidente Sunia, di andare oltre il disponibile tavolo delle trattative. In via dei Lincei abbiamo avuto una valutazione degli immobili folle, assurda, inavvicinabile. Personalmente percorrerò tutte le strade possibili per avere una tutela rispetto a quanto mi è stato, semmai fosse, estorto in contrasto con quanto prevede il codice civile.
    Mi auguro vivamente che i sindacati interessati portino avanti azioni veramente di tutela, per garantire i prossimi eventuali acquirenti e, in forma retroattiva, per tutti coloro che, come me, hanno acquistato a prezzi vergognosamente stellari, pagando perfino in anticipo lavori di ristrutturazione che tali non sono!!!
    Mi aspetto risposte e azioni concrete!!!

    15 luglio 2017
  • Mauro De Cesare

    Precisazione doverosa: il frontalino o cornicione non sarebbe crollato, ma sarebbe ( uso il condizionale per le bugie che si rincorrono ) stato abbattuto insieme ad altri sei o sette a martellate dai responsabili dei lavori. Questo perché la ristrutturazione non la si sta facendo in maniera adeguata. Può star tranquillo chi acquista o ha acquistato a prezzi stellari immobili vetusti e degradati che avrebbero bisogno di reali e profonde ristrutturazioni. Sarebbe gradita una risposta fattiva da dirigenti responsabili e proprietà.

    21 luglio 2017

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