Crollo a Via dei Lincei, cedono cornicione e soffitto di un balcone

6 luglio 2017 – Paura ieri sera intorno alle 19,30, nella palazzina D di via dei Lincei, a Roma. Un fracasso improvviso, una nuvola di polvere e tanto spavento: il cornicione del balcone dell’interno 10 si è staccato ed è crollato, insieme con una striscia del soffitto del balcone dell’interno 7. Una pioggia di cemento e mattoni si è abbattuta sul pavimento sottostante, mentre pezzi di cornicione sono precipitati nel giardino dell’abitazione all’interno 1. E’ impressionante vedere le dimensioni di quei blocchi di cemento, caduti lì dove ogni giorno gioca un bambino di 4 anni. Per un miracolo, da pochi minuti il piccolo era rientrato in casa con la mamma. Fortuna anche per la famiglia dell’interno 7, padre, madre e tre figli: fino al giorno prima in quel balcone, pressappoco a quell’ora, si sedevano per la cena. Ieri, quando è avvenuto il crollo, si stavano preparando per andare in pizzeria.

I vigili del fuoco, impegnati con le chiamate per gli incendi, sono intervenuti intorno alle 23, quando ormai era buio; i balconi di quell’ala della palazzina devono essere messi in sicurezza, hanno ordinato, così come il giardino. Già un anno prima, nel dicembre del 2015, l’inquilino dell’interno 7 aveva segnalato, e documentato con foto, al Servizio Immobiliare dell’Inpgi l’apertura della crepa nel soffitto del suo balcone. Ma la richiesta di intervento urgente non era stata ascoltata.

Nelle foto scattate ieri, subito dopo il crollo,. il balcone mostra tutta la sua pericolosità: insieme con il cemento sono venuti giù anche i foratini e sotto i mattoni rotti sono rimasti scoperti i tondini di ferro arrugginiti.

La situazione di degrado del complesso di Via dei Lincei era già stata segnalata dal Siai prima che partisse il piano di dismissione degli immobili Inpgi. Con le immagini pubblicate sul nostro sito il 10 aprile 2016 (pag. 22), avevamo mostrato l’urgenza di importanti lavori di rifacimento di facciate e balconi. Singole denunce erano partite dagli inquilini e i vigili del fuoco erano intervenuti in altra occasione di caduta di calcinacci. Quanto successo ieri dimostra la fondatezza dell’allarme.

Con l’avvio delle vendite, a via dei Lincei i lavori di ristrutturazione sono cominciati, ma per ora in una sola delle quattro palazzine del complesso immobiliare e con un importo delle opere ridotto rispetto al progetto originario.

4 commenti


  • Mauro De Cesare

    Quattro minori (e non solo) hanno rischiato conseguenze terribili. L’immobile di via dei Lincei, la fatiscenza delle strutture, il profondo degrado, la mancanza di sicurezza, la vetustà dell’immobile, aggiunto a un valore astronomico di vendita (ultima situazione che segnalo solo per la cronaca) merita uno straordinario intervento da parte di Inpgi e Investire sulla situazione complessiva di Via dei Lincei. Oltre, ci sono organi competenti che potrebbero intervenire anche in sede penale, visto l’omesso intervento a fronte di preoccupate segnalazioni ai dirigenti responsabili (documentate) rimaste inascoltate per anni.
    Mauro De Cesare

    6 luglio 2017
    • PATRIZIA

      Alla luce di quanto accaduto, non posso non far notare che anche io mi sono trovata in una situazione analoga. Infatti, data la fatiscenza della struttura, una porzione di marmo che ricopre la parte in muratura del mio balcone ha rovinato sul mio piede, senza contare che tutti i balconi della nostra palazzina (D) hanno soffitti che presentano numerose e profonde crepe. Ora, mi chiedo, il prezzo di vendita, impostoci dalla proprietà, tiene conto di tale stato di avanzato degrado? Penso proprio di no.
      P.S. per quanto riguarda il commento del sig. Mauro De Cesare, mi trova pienamente d’accordo.

      6 luglio 2017
  • Mauro De Cesare

    Ecco cosa prevede il Codice Penale sui proprietari di edifici e sull’incolumità pubblica

    Dispositivo dell’art. 677 Codice Penale
    Sezione II – Delle contravvenzioni concernenti l’incolumità pubblica

    Il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell’edificio o della costruzione (1), il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da centocinquantaquattro euro a novecentoventinove euro (2).
    La stessa sanzione si applica a chi, avendone l’obbligo (3), omette di rimuovere il pericolo cagionato dall’avvenuta rovina di un edificio o di una costruzione.
    Se dai fatti preveduti dalle disposizioni precedenti deriva pericolo per le persone, la pena è dell’arresto fino a sei mesi o dell’ammenda non inferiore a trecentonove euro.

    6 luglio 2017
  • Mauro De Cesare

    Il cartello di lavori in corso d’opera affisso in Via dei Lincei, parla di una cifra necessaria pari a circa 700mila euro. Nel corso di un incontro con il Siai, di ottobre, si parlò di costo dei lavori e, in particolare perr via Chini, si stabilì una cifra pari a un milione e mezzo di euro. Nella stessa riunione si disse che per Via Chini la spesa sarebbe stata molto inferiore a quella necessaria per l’immobile di Via dei Lincei. In coda potete leggere quel comunicato e chiedere a Investire, dopo quanto accaduto in Via dei Lincei, quanto saranno importanti e strutturali i lavori VITALI che verranno effettuati in via dei Lincei e quanto soldi hanno, REALMENTE, intenzione di mettere sul piatto per una profonda ristrutturazione.
    Avviate le trattative per Via dei Lincei e Chini
    21 ottobre – Sono iniziati oggi i primi due incontri per singoli immobili tra Investire, i sindacati degli inquilini, e i portavoce dei vari palazzi. L’incontro con gli inquilini di Via dei Lincei, in cui il Siai era presente con il segretario generale Gabriella Leonzi, e il Sunia con Sandro Licheri, si è aperto con richieste sulle tutele per chi non compra o ha difficoltà a comprare. Il dottor Carlo Palmeri, di Investire, ha confermato che sarà possibile comprare il diritto di usufrutto, ma non quello di abitazione. Nessuna apertura sui prezzi. Gli inquilini contestano il valore attribuito ai loro palazzi, 500 euro al metro quadro oltre il massimo di quello registrato dall’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate in una zona di case popolari, dietro l’ex Fiera di Roma. Palmeri ha insistito sulla portata dei lavori che interesseranno le quattro palazzine per oltre un anno, ma la ristrutturazione sarà esterna: all’interno gli appartamenti mostrano tutte le rughe e le inefficienze di oltre cinquant’anni di vita.

    La promessa, finora, riguarda soltanto la verifica delle misure di alcuni appartamenti. Il dottor Palmeri e il dottor Gabriele Polito hanno respinto come inattendibile una controperizia firmata, presentata da un rappresentante degli inquilini e giovedì prossimo responsabili e tecnici di Investire saranno in Via dei Lincei per verifiche e un sopralluogo. E poi? Gli inquilini aspettano: a questi prezzi nessuno è disposto a comprare.

    Nel pomeriggio si è svolto il secondo incontro, quello per via Chini. Il Siai col presidente Corrado Giustiniani e il Sunia ancora con Licheri. I portavoce degli inquilini hanno denunciato di non aver ancora ricevuto la documentazione catastale degli appartamenti, e Gabriele Polito e Carlo Palmeri hanno garantito che sarà consegnata a tutti nella prima settimana di novembre. Si è parlato molto dei lavori, per circa un milione e mezzo di spesa e trecento giorni di durata, che investiranno l’immobile: dalla facciata ai tetti, all’androne, alle scale, alle ringhiere, agli ascensori, alla canna fumaria. Palmeri ha annunciato che un’autorimessa affittata dall’Inpgi a clienti esterni, verrà restituita all’immobile, e i posti macchina ceduti agli inquilini acquirenti. E’ stato chiesto dai rappresentanti di palazzo di poter effettuare il rogito notarile solo a lavori ultimati. Investire non ha accolto la proposta, ma si stanno comunque cercando di definire forme di garanzia sui lavori per chi acquista. Anche i portavoce di via Chini hanno protestato per i costi degli alloggi. Ma pure in questo caso, Investire è parsa rigida. Un incontro comunque dai toni civili, al quale seguirà un altro a data da destinarsi.

    8 luglio 2017

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