I documenti approvati dai sindacati, esempi e chiarimenti

13 marzo 2017 – Pubblichiamo oggi i tre documenti approvati nell’incontro Investire-sindacati dell’8 marzo scorso, peraltro dettagliatamente descritti nella nostra ultima comunicazione: l’accordo integrativo nazionale per il 2017, il verbale della riunione dell’8 marzo e il modulo per fare richiesta del contratto di tutela. Il primo documento si riferisce alla proroga di un anno dell’accordo integrativo nazionale che era valido sino al 31 dicembre 2016, per coprire i contratti che scadranno quest’anno (ma le trattative per una nuova, più lunga e vantaggiosa intesa inizieranno già ad ottobre del 2017) il secondo è il verbale che estende a tutti il diritto di prelazione e nel quale la proprietà conferma che le vendite a terzi degli immobili liberi, avverranno al prezzo di listino fissato da Investire, senza sconti, e gli alloggi occupati a un prezzo non inferiore a quello scontato offerto agli inquilini. Il ritardo nella pubblicazione si deve semplicemente al fatto che uno dei sei sindacati firmatari (e cioè l’Uniat) non aveva ancora apposto la sua firma.
Il primo documento contiene anche le norme che riguardano i contratti degli immobili posti in vendita, e in particolare gli otto anni senza interruzione per gli inquilini che hanno diritto alle tutele. Infatti questi contratti avranno durata sei più due, ma con la dizione: “senza facoltà di disdetta del locatore alla fine del primo periodo contrattuale”. Ripetiamo ancora una volta che le tutele sono previste per gli inquilini con reddito familiare sino a un massimo di 60 mila euro lordi, per le famiglie con un portatore di handicap grave, per quelle in cui tutti i componenti hanno più di 67 anni, o dove il reddito complessivo non superi i 60 mila euro se solo il titolare ha più di 67 anni. I moduli per le domande sono in possesso degli agenti responsabili di caseggiato nominati da Investire: nella prima pagina, al punto cinque, si precisa che la tutela viene estesa a una quinta categoria, non contrattata dai sindacati e quindi non contemplata nel testo dell’intesa, gli iscritti o dipendenti Inpgi. Il modulo va ritirato, compilato e riconsegnato entro lunedì prossimo, 20 marzo. Per il completamento dei documenti ci sono altri dieci giorni, dunque fino al 30 marzo. Chi ha pendenze giudiziarie o morosità non sanate prima della stipula del contratto, non potrà firmarlo, ma casi particolari potranno essere comunicati al sindacato, che cercherà una soluzione con la controparte. Chi non compra e sa di non aver diritto alle tutele, non deve presentare nulla.
I contratti di tutela avranno decorrenza 1 aprile (se si riuscirà a firmarli nel mese di aprile) o anche 1 maggio (se alcune stipule venissero rinviate al mese successivo). E ora facciamo alcuni esempi per essere ancora più chiari. L’inquilino X chiede la tutela perché non acquista l’appartamento sito nell’immobile Y. A fine marzo si saprà se l’immobile Y, appartenente alla prima tranche, verrà effettivamente venduto o sarà ritirato dal mercato per mancanza di acquirenti. Se viene ritirato, l’Inpgi torna ad essere il padrone di casa e il contratto di tutela ovviamente salta (non serve più): varranno le scadenze del contratto in vigore e gli inquilini resteranno in affitto come succede oggi. Se invece la vendita va avanti (lo si saprà entro la fine di marzo) scattano le tutele. Una terza persona compra l’appartamento di cui sei inquilino? Intanto, scatta il tuo diritto di prelazione, e potresti decidere ora di acquistare tu l’immobile. E, comunque, prima di otto anni non potrai essere mandato via da casa.
Chi non ha diritto alle tutele, nel caso che la vendita vada avanti, corre purtroppo questo rischio, se la casa venisse acquistata da terzi e lui non esercitasse, nei tempi previsti, il suo diritto di prelazione. Poniamo che abbia un contratto 5+3, siglato due anni fa. Ne mancano tre per finire il primo periodo, che gli viene garantito. Ma i tre anni successivi no, se il nuovo proprietario ha bisogno dell’alloggio. C’è infine una categoria che sta facendo capolino in alcuni interventi sui social: ho diritto alle tutele, ma non voglio un nuovo contratto. Fa pure come meglio credi, non è certo obbligatorio chiederle: se poi la vendita va avanti, l’acquirente del tuo alloggio potrebbe essere felice della tua decisione, perché non sarebbe certo tenuto a concederti una tutela di 8 anni di affitto al termine del tuo contratto attuale. Insomma, non è possibile aspettare la fine dell’attuale contratto, quando magari Inpgi-Investire non saranno più proprietari dell’immobile, e avere altri otto anni garantiti.
Infine, ennesima ripetizione: i sindacati, Sunia e Siai in prima linea NON hanno approvato alcun accordo sui prezzi di vendita, che hanno anzi fortemente contestato e dunque NON hanno siglato l’accordo quadro proposto da Investire il 19 dicembre scorso. Si sono sincerati che le tutele venissero comunque accordate, le hanno rafforzate e hanno firmato la proroga dell’accordo integrativo nazionale, che interessa anche la metà del patrimonio che non sarà venduto da Inpgi-Investire.
In allegato, i tre documenti

 

Accordo integrativo nazionale 2017

Verbale incontro del 8 marzo 2017

Il modulo per chiedere la tutela

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