Lettera Siai-Sunia al Cda dell’Inpgi: “Se le case non si vendono ancora,la colpa non è degli inquilini”.

L’operazione “vendite del patrimonio immobiliare Inpgi” è stata varata dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto lo scorso 14 giugno, ma nessun alloggio è stato ancora venduto. Colpa dei prezzi lunari e di una base di calcolo dei valori assai poco trasparente. Il Siai e il Sunia hanno inviato nei giorni scorsi la lettera che segue a tutti i consiglieri di amministrazione dell’Istituto, ai sindaci, al direttore generale Mimma Iorio, sollecitando l’incontro urgente già chiesto alla presidente Marina Macelloni, al Comitato consultivo che sovraintende alle vendite, ai presidenti delle due commissioni Alloggi e Dismissioni. Ecco, dunque, il testo della lettera.

Gentili Consiglieri di amministrazione dell’Inpgi,

se la vendita degli immobili, considerata decisiva per garantire con urgenza liquidità all’Istituto, tarda a concretizzarsi, si sappia che la colpa non può essere in alcun modo addossata sugli inquilini destinatari delle proposte d’acquisto, ma sui prezzi che queste contengono, così lontani dai valori di mercato e, per giunta, con gravi incongruenze fra una zona urbana e l’altra. Non si può chiedere a centinaia di famiglie, molte delle quali, oltre all’affitto, versano all’Inpgi i loro contributi previdenziali, di pagare l’alloggio che abitano 50 mila, 100, 150, 200 mila euro più del dovuto, solo per soccorrere l’Istituto. Se il prezzo è giusto, la gente compra, se non lo è, non può farlo.

Il Siai (Sindacato Inquilini e assegnatari INPGI, nato all’interno di Stampa Romana 21 anni fa) il Sunia, i comitati degli inquilini avevano chiesto di partire dal valore di mercato dell’immobile, applicando poi su questo lo stesso sconto del 30 per cento adottato in tutte le grandi vendite frazionate condotte finora nel nostro paese da enti previdenziali, assicurazioni, casse private. Valore di mercato, lo ripetiamo: non i prezzi di riscatto dell’edilizia popolare. E, per intercettare il valore di mercato, l’osservatorio considerato di gran lunga più affidabile è quello dell’Agenzia delle Entrate, perché non registra le semplici richieste del venditore, affidate agli annunci pubblicitari, ma le contrattazioni effettivamente concluse. L’osservatorio Omi-Agenzia delle Entrate, inoltre, è il più dettagliato per singola zona urbana, e viene aggiornato ogni sei mesi. Dei due valori che elabora, minimo e massimo, abbiamo deciso di considerarne la media. Una scelta, più ancora che responsabile, addirittura generosa, perché lo stato di conservazione dei palazzi è in molti casi assai carente, e perché sui singoli appartamenti bisognerà investire poi molte migliaia di euro, per rifare bagni, cucine, pavimenti, infissi, impianti. Ma questa nostra richiesta non è stata accolta.

Ci sono stati proposti dei valori degli immobili assolutamente lunari, che rimanevano in molti casi superiori ai livelli di mercato anche dopo l’applicazione dello sconto del 20 per cento deciso il 14 giugno 2016 dal Consiglio di amministrazione dell’Inpgi. Dopo due mesi di trattative con Investire, la società di gestione del Fondo Inpgi, e un secondo passaggio nel Cda dell’Inpgi, lo scorso 20 dicembre ci è stato annunciato che quello sconto era stato portato al 25 per cento, ma su valori di partenza artificiosamente calcolati: facendo cioè media fra quelli Omi e quelli, assurdamente elevati, di un altro indice, Scenari Immobiliari. Il nuovo sistema non è stato inoltre usato in modo da correggere le disparità dei prezzi richiesti per palazzi situati nella stessa area urbana o in zone comparabili, e ciò ha accentuato l’esasperazione di molti inquilini. La controproposta ci è stata presentata come un “prendere o lasciare” e la nostra risposta va data entro il 20 gennaio.

Ci chiediamo, a questo punto, se davvero l’Inpgi abbia intenzione di cedere gli alloggi agli inquilini e di proseguire nella trattativa per trovare un punto di equilibrio. Il tempo è denaro, e con le regole fissate per la prima tranche di vendite, ma valide anche per le tre successive, di denaro ne arriverà poco. C’è forse una soluzione di riserva, per salvare i conti dell’Istituto? Ci fa sorridere poi che, per agevolare gli acquisti, sia stata tolto l’obbligo di dover attendere cinque anni per un’eventuale rivendita. Ma se compri a peso d’oro, a chi mai rivenderai? Per tutte queste ragioni, abbiamo chiesto con urgenza un incontro alla presidente dell’Inpgi Marina Macelloni, al Comitato consultivo sulle vendite, ai presidenti delle due Commissioni Alloggi e Dismissioni, per illustrare, valori alla mano, le nostre obiezioni e presentare ulteriori proposte. Attendiamo una risposta che non deve tardare, perché il 20 gennaio è vicino, e non potremo sottoscrivere la proposta di Investire, nei termini in cui ci è stata presentata il 20 dicembre scorso.

Cordiali saluti

Daniele Barbieri, Segretario generale del Sunia, Corrado Giustiniani, Presidente del Siai, Gabriella Leonzi, Segretario generale del Siai

2 commenti


  • Mauro De Cesare

    Buongiorno,
    sono Mauro De Cesare, giornalista professionista e inquilino Inpgi di via dei Lincei, Roma. Approvo il testo della lettera inviata. Vorrei ribadire quanto già scritto. La dismissione Inpgi non è una svendita e, per questo, reputo perfino accettabile il 25% di sconto che ci è stato proposto (voglio considerare il grave stato in cui versa l’Istituto). Considero assolutamente inaccetabili, invece, le valutazioni degli immobili stabilite dalla Sgr. Per quanto riguarda via dei Lincei, il valore stabito (escluso il 25%) da InvestiRE è di 3920 euro al mq. Il listino Omi-Agenzie delle Entrate nel primo semestre 2016 dà una valutazione MASSIMA di 3500 euro al mq!!! Siamo 420 euro al mq sopra la stima massima!!! E nel secondo semestre 2016 i valori di stima Omi, tra l’altro, saranno ancora più bassi. Questo è il problema: va RIBADITO a chiare note che la valutazione di partenza per la vendita degli immobili in tutta Italia, non solo a Roma, non DEVE ASSOLUTAMENTE mai oltrepassare gli indici dell’Omi, l’osservatorio più qualificato e attendibile. Altrimenti non si tratta di dismissione, ma di inaccettabile speculazione. Continuando a percorrere questa strada, l’Inpgi va verso un flop dal quale sarà impossibile risollevarsi, con gravissimo danno per tutti. Grazie per l’attenzione.

    Cordiali saluti
    Mauro De Cesare

    9 gennaio 2017
  • Gian Luigi Corti

    La lettera che avete inviato a tutti i responsabili Inpgi non poteva essere più chiara e mi complimento con gli estensori. Il problema a questo punto è che la dirigenza Inpgi voglia capire a cosa sta andando incontro. Ben venga l’incontro richiesto alla presiente macelloni.sarà l’occasione per ribadire con più dovizia di particolari la situazione generale.
    Se Investire Sgr garantirà all’Inpgi di vendere comunque, mi piacerebbe capire a quali cifre e quindi con possibilità nostra di rientrare in.campo. Detto giornalisticamente è un vero casino: a maggior ragione la dirigenza Inpgi rifletta e rifaccia i conti. Prima che arrivi qualcuno più titolato in forza di legge a farli.

    9 gennaio 2017

Scrivi un commento


Nome*

E-mail (non verrà pubblicata)*

Sito Web

Il tuo commento*

Invia commento

Web Design & Hosting: Cartabianca