Torino, troppo caro anche il posto nell’autosilo

Torino, 16 novembre – L’edificio è del Settecento, ma il garage è supertecnologico. Un autosilo all’interno del cortile, cinque piani sottoterra. Arrivi a casa, apri col telecomando la saracinesca dell’ ascensore, lasci lì la tua vettura, un meccanismo automatizzato la parcheggerà in tre mosse dove c’è un posto libero. Geniale nel centro di una grande città, peccato che non sempre funzioni. L’ultima volta è stato fermo un mese e mezzo. Anche di questo si lamentano gli inquilini INPGI di Via Verdi, vicino a Piazza Castello. Venti appartamenti che fanno parte di un condominio più grande, del quale l’Inpgi detiene la maggioranza.

Carlo Palmeri, responsabile di Investire Sgr, arrivato a Torino con Gabriele Polito per spiegare le condizioni di vendita degli appartamenti dell’Istituto dei giornalisti, non rassicura: dice che non è ancora riuscito a sapere di un autosilo che non presenti problemi. L’Inpgi non è unico proprietario dell’immobile (ha 20 appartamenti su 33) ed è molto più complicato eseguire lavori di ristrutturazione come invece negli stabili di altre città. Per questo propone una somma da distribuire ai singoli inquilini, un budget per i futuri lavori di ripristino e manutenzione di autosilo e caldaia. La cifra sarà concordata.

All’incontro partecipano cinque inquilini su diciassette: Alessandra Perera, Chiara Boffano Donat Cattin, i coniugi Debora Vaglio e Gianni De Pace per lo stesso appartamento, Maurizio Assalto e Teo Lentini. Per i sindacati ci sono Edoardo Rossetti del Sunia e Gabriella Leonzi segretario generale del Siai. In avvio di riunione è presente anche Orlando Perera, consigliere dell’INPGI.

Palmeri spiega i termini dell’operazione e i tempi previsti, che ricominceranno a correre solo quando sarà conclusa la trattativa sindacale in corso. Da allora, il termine di 60 giorni fissati nella lettera di opzione, dice, sarà rigido, perché necessario per conoscere quanti inquilini hanno intenzione di comprare e quindi decidere se gli appartamenti saranno messi in vendita o rientreranno nel comparto di quelli locati. In caso di vendita, i tempi successivi all’opzione saranno invece più flessibili, a seconda delle esigenze degli aspiranti acquirenti.

Interviene Orlando Perera. Premette di essere diviso, nella sua veste di consigliere INPGI, tra due compiti. Da una parte quello di dover operare perché la dismissione del patrimonio frutti il massimo possibile per l’Istituto, dall’altro quello di dover tutelare gli inquilini. E a proposito delle abitazioni di Via Verdi parla di calcolo giugulare dei prezzi, di valori fuori mercato, inappetibili, a fronte dello stato di degrado degli appartamenti e di servizi inefficienti. Sostiene che la SGR Investire non può proporre l’alternativa prendere o lasciare, perché non si può vendere un alloggio senza trattativa.

La prima richiesta degli inquilini è sul tipo di contratto di locazione che sarà riservato a chi non compra. Saranno contratti stipulati in base agli accordi territoriali tra Comune e sindacati, è la risposta, e quindi non dovrebbero sostanzialmente discostarsi da quelli attuali. Per le singole posizioni occorre rivolgersi comunque agli uffici amministrativi dell’INPGI.

Poi la discussione si accende. Palmeri respinge le accuse di ostilità e di opacità dell’operazione lanciate da un inquilino, esclude l’intenzione di vendere in blocco gli immobili a un terzo acquirente. Si contestano le misure, ci si ferma sulla differenza fra la superficie netta e quella commerciale, che fa salire i metri quadrati e il costo. Mappe alla mano, si fanno i conti per appartamenti con mansarda: il sottotetto è stato calcolato al 33 per cento, come le cantine. Un appartamento di 139,47 mq netti + 10 mq di terrazzo + 17 mq di sottotetto diventa 179, 93 mq lordi, per un prezzo di 508.000 euro, 2.840 al mq.

Sotto accusa è proprio quel prezzo medio di 2.800 euro al metro quadro. Fuori mercato, non proponibile per appartamenti da restaurare, dicono gli inquilini. Il massimo registrato dall’OMI nella zona è 3.000 euro e lo stabile di Via Verdi non è “il massimo”. Se poi si detrae il 20 per cento dello sconto si arriva a 2.400 euro. Il mercato è asfittico: per vendere un appartamento a prezzo non appetibile – informa il rappresentante del Sunia – ci vogliono da uno a due anni di tempo, se va bene. Neppure i posti auto sono in linea con i prezzi correnti, a 19.000 euro non ne sarà venduto uno, avvertono gli inquilini.

I manager di Investire spiegano come funzionano i Fondi immobiliari, che sono sorvegliati da Banca d’Italia. Il patrimonio viene stimato da valutatori esterni indipendenti e ogni sei mesi si procede a una verifica in base all’andamento del mercato. Investire Sgr, dice Palmeri, non può vendere a valori troppo distanti da quelli stabiliti dai valutatori per gli immobili del Fondo Inpgi “Giovanni Amendola”. E il valore attribuito agli appartamenti di Via Verdi – aggiunge Polito – corrisponde a quello riscontrato da Investire Sgr sul mercato.

L’incontro è vivace, gli interessi importanti. Si tocca la casa che gli inquilini abitano da anni, nella quale credevano di poter rimanere per tutta la vita e che hanno “aggiustato” a propria misura. Ora l’improvvisa urgenza di scegliere: lasciarla – anche se con l’ammortizzatore di un nuovo contratto di affitto per chi rientra nelle tutele previste in questa operazione – o comprarla, con una spesa che non era in programma. La pressione è alta e l’attesa concentrata sulla trattativa, sul punto d’incontro che si riuscirà a trovare fra gli interessi di chi deve far cassa e di chi vuole pagare un prezzo congruo per un appartamento non restaurato e occupato.

Un commento


  • Gian Luigi Corti

    Appendo con piacere dalla relazione torinese dell’intervento del consigliere generale dell’Inpgi Orlando Pereira. Condivido lA sua posizione a difesa dell’interesse dell’INPGI CHE DEVE ASSOLUTAMENTE VENDERE MA ANCHE QUELLA A DIFESA DEGLI INQUILINI VESSATI DA RICHIESTE FUORI DEL MONDO. COSì A TORINO COME IN QUASI TUTTE LE ALTRE ZONE INTERESSATE DALLA VENDITA DEL PRIMO LOTTO. MI AUGURO CHE PEREIRA ORA PORTI SUOI SENTIMENTI ANCHE IN SEDE INPGI DOVE PRIMA O POI CI SI DEVE ARRIVARE CON LE BUONE O PER VIA LEGALE. SALUTI.
    GLC.

    22 novembre 2016

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