Per via Clelia la sospensione dei termini sarà più lunga

4 Novembre – Sul tavolo della sala rossa, nella sede di Investire in via Po, vengono posate foto di un palazzo avveniristico. Un atrio da fantascienza, con due strisce luminose sul soffitto, luci ad ogni gradino, un’aiuola interna da cui spunta una pianta rigogliosa. E poi una fila di palme nane che conducono all’ascensore, motivi ornamentali di legno, in alto e sulla destra, e la porta di un ascensore da casa di lusso. Fuori, si staglia in cielo la sagoma di un edificio che pare rivestito tutto di marmo grigio. “Bello, ma cos’è”? si sono chiesti in coro i portavoce di via Clelia, Roma, quartiere Appio, nel loro primo incontro per discutere con i dirigenti di Investire, Carlo Palmeri e Gabriele Polito, sull’offerta di acquisto del malandatissimo alloggio di cui sono inquilini. “E’ il palazzo come verrà, dopo i lavori per 500 mila euro che abbiamo immaginato – è stato loro risposto – Per questo il prezzo è alto. Abbiamo pensato pure a un sistema di grate integrate sulle tapparelle, che si possono sollevare assieme a queste”.
Immediata la risposta di Antonio Torciere, Andreina Aiossa, Marco Sbriccoli ed Enzo Fava, sostenuti da Sandro Licheri del Sunia e Corrado Giustiniani del Siai: “Quel palazzo non lo conosciamo. Ne abitiamo uno, invece, classificato come A3, economico, con problemi di fognature, l’ingresso sulla rampa del garage, accanto all’officina di un meccanico, le finestre che non guardano la strada ma la parete di fronte, i bagni ciechi e completamente abbandonato a se stesso: basti pensare che l’androne da due mesi ha le luci spente e la porta che non chiude. E’ questo, che ci volete vendere a peso d’oro”. Un prezzo di partenza siderale per un A3: 4.300 euro a metro quadro, superiore al massimo degli alloggi civili, secondo il monitoraggio delle compravendite effettuato dall’Agenzia delle Entrate, che scendono a 3.440 con lo sconto del 20 per cento. Le dieci famiglie che vivono in affitto (tre altri alloggi sono vuoti), chiedono che si parta invece dalla media delle quotazioni Omi degli alloggi economici, circa 3000 euro al mese, apportando poi lo sconto del 20 per cento. “Se si accettano queste, che sono le reali quotazioni di mercato, discuteremo poi degli interventi di ristrutturazione. Il prezzo va fatto sulle condizioni in cui sono oggi gli alloggi e il palazzo, non su un intervento futuro come quello, che non va incontro ai nostri bisogni reali”.
Che i prezzi fatti per via Clelia siano proibitivi, e che vi sia bisogno di una riflessione attenta, lo hanno riconosciuto indirettamente anche Palmeri e Polito, dal momento che hanno dichiarato: “La sospensione dei termini, per voi, sarà un po’ più ampia che per gli altri. Partiamo dall’immobile com’è, e mandateci l’elenco degli interventi essenziali che secondo voi vanno fatti. Poi parleremo anche del prezzo”.

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