Gli inquilini: “Sconto del 30 per cento sui valori medi dell’Agenzia delle Entrate”. Tra due settimane la risposta dell’Inpgi.

29 novembre – Gli inquilini hanno lanciato all’Inpgi la loro proposta. Il prezzo degli appartamenti che la cassa dei giornalisti vuole cedere, sia pari al valore medio di mercato, ridotto del 30 per cento. Per valore medio, si intende quello dell’Osservatorio Omi dell’Agenzia delle Entrate, che è il più attendibile, perché fotografa non le semplici richieste dei proprietari, ma le compravendite effettivamente avvenute, perché le intercetta in aree urbane molto circoscritte e perché aggiorna i suoi dati ogni semestre. Lo sconto per l’occupato, inoltre, deve essere lo stesso adottato in tutte le grandi vendite effettuate dagli istituti di previdenza: del 30, appunto, e non del 20 per cento, come deciso senza lungimiranza dall’Istituto di previdenza dei giornalisti.
E’ stato Daniele Barbieri, segretario generale del Sunia a tirare il sasso nello stagno di una trattativa che sembrava in fase di stallo, parlando a nome del Siai, degli altri sindacati e dei comitati inquilini dell’Inpgi, nel corso dell’incontro con Investire, la società di gestione a cui l’Inpgi ha affidato la vendita in quattro tranche di 1500 appartamenti in tutta Italia, oltre la metà del suo intero patrimonio e, per il momento, dei 600 alloggi in sei diverse città, che costituiscono la prima tranche delle dismissioni. “E’ una proposta seria, non stiamo giocando al ribasso – ha chiarito il segretario del Sunia – Ricalca quanto avvenuto in altre trattative condotte non solo da enti previdenziali ma anche di compagnie di assicurazione, e andate a buon fine. Non è legata, infine, a determinate percentuali di acquirenti”.
“Non mi sembra giusto darvi illusioni – è stata la risposta di Carlo Palmeri, dirigente di Investire che come di consueto ha guidato l’incontro assieme a Gabriele Polito – Ma voglio portare la proposta al Comitato del Fondo, l’organo consultivo che vigila sul processo di dismissione, e che si riunirà da qui a quindici giorni”. Il Comitato, costituito di sette membri, è presieduto dalla presidente stessa dell’Inpgi Marina Macelloni. Palmeri ha definito importante “la ricerca di un metodo che valga per tutte le tranche delle vendite”. Rispondendo a una domanda di Corrado Giustiniani e Gabriella Leonzi del Siai, il dirigente ha chiarito che gli immobili della seconda tranche di vendite non sono stati ancora scelti: l’operazione doveva avvenire in dicembre, ma è stata spostata a gennaio e dopo un mese (a fine febbraio, presumibilmente) arriveranno le lettere con richiesta di prenotazione agli inquilini interessati. La richiesta compatta degli inquilini è che le condizioni di vendita (prezzi, tutele, mutui) siano le stesse per tutte le tranche.
Investire ha invece bocciato la proposta autonoma presentata dal portavoce degli inquilini di Napoli S.Giacomo dei Capri, Fulvio Bufi: “Abbiamo raccolto la disponibilità del 60 per cento delle famiglie ad acquistare l’alloggio – ha dichiarato Bufi – ma con uno sconto del 30 per cento rispetto alle vostre richieste, altrimenti quasi nessuno comprerà”. Dura la risposta di Palmeri: “Questa richiesta non è seria, né tecnicamente motivata. Abbiamo fissato il prezzo medio a 2200 euro a metro quadro, ben sotto la media Omi. Con la vostra proposta si arriverebbe a 1.500 euro al metro quadro.” Protesta dei rappresentanti napoletani, sia per le parole del dirigente di Investire, sia nel merito, perché la loro proposta è appoggiata da uno studio tecnico. Il Sunia ha invitato Investire a “non liquidarla, ma a mostrare un minimo di disponibilità”.
Altra novità per via Bucco, a Roma: la vendita dei relativi alloggi, compresi nella prima tranche (abnorme la richiesta di Investire: 3.000 euro a metro quadro) slitta invece alla seconda tranche. Lo ha annunciato Palmeri, motivando la sospensione con la richiesta dei portavoce di via Bucco di valutare i problemi idrogeologici della zona, così vicina all’Aniene. Valutazione che comporta tempo. Non è escluso, però, un ripensamento anche sui prezzi. E’ giunta anche la protesta della portavoce di via Sanzeno, Monica Carovani: “E’ insostenibile la differenza di trattamento fra il nostro fabbricato e quello di via Trionfale, ben più centrale e meglio servito, all’angolo con via della Camilluccia, ma che costa 900 euro a metro quadro in meno”. A proposito di via Trionfale Pierangelo Maurizio, del Comitato Giornalisti inquilini, ha informato che, su 11 inquilini, otto sono disposti a comperare. Maurizio ha condiviso la linea del sindacato, e chiesto, come il Siai, omogeneità di trattamento per tutti. Il portavoce di Torino Teo Lentini ha denunciato invece in diversi alloggi dell’immobile di via Verdi differenze di superficie rispetto a quelle riscontrate dai tecnici di Investire: verranno effettuate delle perizie in contraddittorio.
L’incontro di questa mattina era il secondo a carattere generale, dopo quello del 13 ottobre scorso, in cui i sindacati ottennero il congelamento delle lettere di prenotazione sino alla fine delle trattative. Da allora si è svolto un ciclo di incontri di fabbricato, per discutere su superfici, lavori di ristrutturazione e prezzi. Incontri che presumibilmente riprenderanno a gennaio. Entro domani, intanto, i sindacati formalizzeranno per iscritto la loro richiesta sui prezzi, accompagnandola con una tabellina dei valori medi ottenuti, fabbricato per fabbricato.

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