Bari, 10.000 euro cash agli inquilini per i lavori

Bari, 10 novembre – La riunione è nel cuore di Bari Vecchia, vicino a San Nicola. Un intrico di vicoli antichi, archi, piccoli balconi, orecchiette davanti alle porte, panni stesi e una pulizia che sorprende chi arriva da Roma. Gli inquilini INPGI non abitano qui, i loro dieci appartamenti sono parte di un condominio più grande, in Via Lenoci, zona residenziale della città, ma all’appuntamento con i responsabili di Investire, Carlo Palmeri e Gabriele Polito, ci sono quasi tutti. Vincenzo Delvecchio, Eustachio Papa, Dionisio Ciccarese, Leonardo Casalino, Elisabetta Lavorato, Fabio Milella per la madre Anna Maria Ventura. Per il SIAI c’è Gabriella Leonzi. Assiste all’incontro, ma non interviene, anche Pietro Ricci, uno dei sette membri del Comitato consultivo del Fondo Immobiliare “INPGI – Giovanni Amendola”. E’ la prima volta che succede.

Si comincia con le superfici. Gli appartamenti, uno sopra l’altro, sono tutti uguali, 102 metri netti, 126 la superficie commerciale. I conti non tornano sui balconi, 5 metri quadrati in più quelli misurati da Investire. E allora si concorda una verifica con misurazione in contraddittorio.

Nell’autorimessa piove, pozze d’acqua e danni evidenti alle colonne portanti di cemento. L’INPGI in via Lenoci non detiene la maggioranza del condominio e non può fare i lavori a causa del rifiuto degli altri proprietari. Per questi interventi che prima o poi dovranno essere comunque affrontati, gli inquilini chiedono una detrazione di 10.000 euro dal costo di ogni appartamento. Nessuna detrazione, i 10.000 euro – dice a sorpresa – li diamo noi a ciascuno di voi, a titolo di spese di manutenzione successiva. “Un riconoscimento economico di quello che gli altri inquilini potranno avere attraverso i lavori programmati”.

Sui prezzi, la contestazione riguarda la variazione da piano a piano. Il valore a metro quadro, individuato per il palazzo in 2.308,44 euro, è diventato 1.846,75 euro con lo sconto del 20 per cento. Ma succede che, per appartamenti identici, si va dai 221.500 euro del secondo piano ai 250.500 dell’undicesimo, che non è un attico. Palmeri e Polito riferiscono di aver applicato il coefficiente neutro a quarto e quinto piano, coefficiente che poi sale dal sesto all’undicesimo e scende per il terzo e il secondo. Riconoscono che si tratta di consuetudini e non di norme, gli inquilini insistono per una equiparazione del valore dal terzo piano fino all’undicesimo.

Chiedono anche lo sconto del 30 per cento praticato da altri Istituti di previdenza, un ulteriore sconto dello 0,1 per cento per ogni anno di locazione trascorso, tempi più lunghi (60 giorni) per arrivare al compromesso e poi al rogito (120 giorni), la possibilità di scelta tra una rosa di notai, chiarimenti sul rinnovo del contratto di affitto per chi non comprerà.

Saranno contratti con il canone attuale, rispondono i responsabili di Investire, ma resta da chiarire come potranno essere adeguati ai nuovi accordi territoriali raggiunti nel Comune di Bari. E per chi non comprerà si torna a parlare delle tutele, tuttora in discussione con i sindacati, e della concessione del diritto di usufrutto.

Palmeri spiega poi quale dovrebbe essere la scaletta dei tempi, se mai si arriverà ad un accordo per la vendita. A conclusione della trattativa, quando il Comitato consultivo si sarà espresso sulle controproposte, ossia sullo sconto richiesto, ripartiranno le lettere di prenotazione con 60 giorni di tempo per l’opzione (sì o no alla proposta di acquisto). Il termine dei 60 giorni sarà rigido: “Dovremo essere fiscali”, dice Palmeri, “perché con le lettere scatta tutta la procedura”. Dopo di allora, i tempi per preliminare e rogito (che nella lettera sono fissati in 30 e 60 giorni) potranno diventare flessibili, a seconda delle esigenze dell’inquilino.

Dunque, passati mediamente 30-40 giorni, si procederà al preliminare. Il mediatore (l’agenzia che ha consegnato le lettere) porterà il documento, già firmato da Investire, alla firma dell’inquilino. Sarà inserita una clausola che possa essere legata alla erogazione del mutuo. Ma la richiesta di mutuo potrà essere presentata già da prima, dal giorno in cui è stata firmata la proposta di acquisto e pagato il 3 per cento del prezzo dell’appartamento con un assegno bancario che viene registrato ma non incassato e che quindi può essere restituito se si cambia idea.

Le situazioni particolari degli aspiranti proprietari verranno riflesse nei documenti. L’inquilino dichiarerà in quanto tempo pensa di poter ottenere il finanziamento o liberare denaro: 30, 60, 90 giorni. Se un inquilino si è preso sei mesi di tempo e poi comunicherà di avere bisogno di un altro mese, non ci saranno problemi. E’ necessario, ha sottolineato Palmeri, darsi comunque dei tempi e delle regole, per evitare che qualcuno che non ha intenzione di comprare ne approfitti solo per allungare il contratto corrente di affitto. Per i finanziamenti, gli inquilini di Bari avranno la consulenza di Mediofima.

Il ricorso al notaio unico, secondo Investire, è una scelta dettata da esigenze di tempo e soprattutto di convenienza economica. I documenti degli appartamenti sono già pronti in pdf e Investire li scaricherà con un’unica operazione ad un unico professionista. Le tariffe del notaio saranno orientativamente in linea con quelle applicate nella dismissione Enasarco.

La scelta dello sconto del 20 per cento invece che del 30, secondo Palmeri, è stata dettata da motivazioni oggettive, compresa quella che, in generale, il patrimonio dell’INPGI è di qualità superiore a quello andato in dismissione con enti come Enasarco. Anche all’interno del patrimonio INPGI ci sono differenze di qualità e di questo – dice – è stato tenuto conto per gli appartamenti di Bari, per i quali si è partiti da un prezzo di poco inferiore a quello medio registrato dall’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

“Sul tema dei prezzi – dice il responsabile di Investire agli inquilini di Bari – io mi debbo fermare qui, perché noi non abbiamo il potere di modificare valori che vi abbiamo illustrato come convenienti. Dopo di che nulla toglie che si possano portare le proposte fatte dagli inquilini agli organi decisionali, dopo il passaggio nel tavolo generale della trattativa sindacale”. Gli organi decisionali, Cda di Investire e Comitato consultivo del Fondo, “dovranno valutare il costo di allargare le tutele e di aumentare lo sconto” e dare il loro parere.

Anche noi, sindacati e inquilini, siamo fermi qui. E’ utile conoscere tutto su modalità e tempi di un’operazione, che potrà prendere però il via soltanto dopo che i prezzi saranno scesi.

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