Ad Arenzano le case dell’Inpgi messe in vendita senza sconto

Gli inquilini delle due case di Arenzano (civici 19 e 20 di Piazza Golgi) si sono riuniti sabato sera in assemblea e hanno costituito un comitato il cui portavoce è il sottoscritto, Gian Luigi Corti, giornalista professionista in pensione. Siamo quindi al fianco del nostro sindacato Siai per qualsiasi necessità nella pratica della vendita dei due immobili che ho citato. Confermo che sarò presente a Roma per la riunione nella sede del Sunia il 28 settembre prossimo.

E adesso parliamo di Arenzano: ventidue appartamenti di cui venti occupati da giornalisti e non giornalisti, e due sfitti in attesa che si concludano le pratiche di vendita. Nel corso dell’assemblea che abbiamo convocato erano presenti 16 degli occupanti (due per delega)  e si è esaminata a fondo la situazione facendo riferimento a quanto si è letto sia dal sito Inpgi sia dal sito Siai. Un primo commento, unanime, è stato che tutti voglio sapere con un incontro “de visu” cosa sta succedendo perché non si è capito molto. Alcune importanti clausole – rilevate da gli scritti citati –  hanno bisogno di essere ulteriormente chiarite. Due su tutte: il prezzo indicato nella tabella che ci è pervenuta e la questione mutui che ha assoluta importanza. Se non ci sono mutui garantiti praticamente la vendita non verrà accettata da nessuno. Per quanto riguarda il prezzo c’è stata la più animata discussione: quanto indicato rapportato alle metrature dei singoli appartamenti sembra esagerato e soprattutto fuori mercato se il famoso venti per cento indicato dall’Inpgi è già compreso. Alcuni inquilini si sono dati da fare ed hanno rilevato alcune situazioni immobiliari proprio nel centro del paese (dove ci sono le nostre case): hanno riferito che i prezzi correnti corrispondono alla cifra indicata per metro quadro; dov’è finito lo sconto?

Altra importante questione riguarda il prezzo uguale per tutti: chi è residente e inquilino dal 1984 (32 anni) e chi è venuto molto dopo, per non dire negli ultimi dieci anni. I primi ad occupare gli appartamenti sono stati proprio i giornalisti, soci dell’Inpgi e allora in attività, poi l’accesso è stato aperto anche ad altri. Ricordo personalmente che allora fu detto dall’Inpgi che non avremmo mai avuto problemi e che i contratti sarebbero stati rinnovati sino a che uno era in vita. In proposito mi riservo di portare una testimonianza di un componente del consiglio di amministrazione Inpgi di allora. Tornando ai prezzi ci sembra doverosa una differenziazione della quale nessuno ha parlato. Anche qui bisogna richiamarsi all’Inpgi e alla sua dirigenza che non è sembrata (almeno ai colleghi) molto coerente.

In definitiva si è rilevato all’interno della riunione un malessere generale e una voglia di combattere al punto di arrivare alle vie legali. Personalmente, come loro portavoce, ho sostenuto che prima di tutto viene l’attività del sindacato al quale dare la maggior forza. Poi se ne riparlerà. Restiamo quindi in attesa di precise indicazioni dal Siai e dai suoi validissimi dirigenti.

 

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