La relazione di Corrado Giustiniani ai soci Siai: “Adesso tutti avranno otto anni di contratto”

Care socie e cari soci,
siamo giunti dunque al termine del mio mandato e di quello del Direttivo del Siai. La scadenza del mio secondo triennio alla guida del sindacato degli inquilini dell’Inpgi cadeva in realtà alla fine del 2013, ma poiché le nostre elezioni sono legate per statuto a quelle dell’Associazione stampa romana, che le ha prorogate di un anno, ecco che anche per noi la tornata elettorale sarà quella del 28, del 29 e del 30 novembre. Riceverete a casa tutte le informazioni necessarie, e potrete ricontrollarle sul nostro sito, www.siainquilini.it , che è il canale più diretto per tenervi informati sulla nostra attività.
Il nuovo Direttivo del Siai sarà composto da 7 persone: abbiamo – come forse ricorderete – apportato una modifica statutaria per renderlo più snello. Prima, infatti, i membri erano nove. Secondo lo statuto, che trovate sul sito, tre componenti vengono designati dal vertice del sindacato dei giornalisti romani e quattro votati invece dai soci inquilini. Di questi ultimi, tre sono giornalisti e uno non giornalista. Tutti debbono essere inquilini Inpgi.
Il primo appello che lancio oggi, è quello di candidarvi. Il Siai ha bisogno di forze nuove. E’ un lavoro volontario, certo, ma questa attività in un momento delicato come quello che stiamo attraversando, può darvi forti motivazioni e anche piccole, grandi soddisfazioni. Il Direttivo si riunisce da statuto quattro volte l’anno, qui, in piazza della Torretta. Chi di noi non è in grado di ricavare una mezza mattinata (di solito l’incontro è convocato attorno alle 11 e finisce per l’ora di pranzo) al ritmo di ogni cambio di stagione? Certo, noi in questo triennio abbiamo tenuto anche più di quattro riunioni annuali, ma il ritmo indicativo è quello, poi il lavoro procede per contatti telefonici, posta elettronica e incontri. Ci sono infatti, nel calendario annuale, riunioni con la controparte, l’Inpgi e adesso anche con il Fondo immobiliare Inpgi, gestito dalla società Investire immobiliare Sgr, che gradualmente sta prendendo in carico il patrimonio dell’Istituto, operazione che dovrebbe completarsi entro il 2016. Di solito a questi incontri partecipano il presidente del Siai, il segretario generale e un membro del Direttivo a rotazione.
Candidatevi dunque ai quattro posti di dirigenti del Siai a disposizione per il prossimo mandato. L’occasione per dare i vostri nomi è questa assemblea. Quanto ai tre designati dal sindacato dei giornalisti, il segretario dell’Asr Paolo Butturini ha indicato per iscritto nei giorni scorsi le sue scelte: sono Gabriella Leonzi, che abita in via dei Lincei, Cinzia Caldarelli, che è in via dei Giornalisti, e il sottoscritto, che vive in via Sanzeno. Ho accettato la designazione, anche se ormai è dal 2007 che lavoro per il Siai e prima ho fatto parte del piccolo gruppo che ha ricostruito questo sindacato. Mi sembra di aver profuso un grande sforzo, assieme a Paolo Farneti che ha avuto il compito di organizzare l’attività come segretario generale. Il nuovo mandato del Direttivo, quadriennale, secondo un’altra modifica apportata allo statuto, dovrà assolutamente mettere in piedi il sindacato del futuro. Non è un auspicio stavolta, ma un dovere.
E adesso tracciamo un bilancio dell’attività svolta nel 214. I soci di quest’anno sono intanto più di 200, risultato encomiabile, in un periodo di crisi non solo economica ma anche di partecipazione come questo. Inoltre ci siamo potenziati a Milano, dove abbiamo nominato come segretario regionale Pino Nicotri, che sta svolgendo un lavoro importante e che partecipa alle riunioni romane del Direttivo e agli incontri con la controparte.
Quindici giorni fa, il 21 di ottobre, abbiamo siglato nella sede dell’Inpgi un accordo integrativo nazionale che prevede otto anni di durata complessiva dei contratti e incrementi economici limitati all’indice Istat. Il ritorno alla durata contrattuale per così dire lunga (3 anni più 5) è una piccola medaglia che non esitiamo a cucirci sul petto, perché il 21 dicembre dello scorso anno, in un’intesa per i contratti scaduti nel 2013, l’Inpgi e il Fondo immobiliare avevano imposto a tutte le organizzazioni nazionali dell’inquilinato dei contratti di cinque anni (secondo la formula tre più due), ben più favorevoli alla proprietà, che avrebbe potuto tra l’altro far scattare a scadenze più brevi nuovi aumenti del canone.
Abbiamo cominciato a tempestare già nelle prime settimane di gennaio di lettere e di telefonate il presidente e il direttore generale dell’Inpgi e il servizio immobiliare, guidato allora dall’avvocato Pietro Manetta (al quale è succeduto da poche settimane l’ingegner Francesco Imbimbo). Mi sono incontrato tanto con il direttore generale Mimma Iorio quanto con Manetta, ottenendo infine l’impegno ad allungare la durata contrattuale. Il periodo cinque più tre varrà per tutti i contratti scaduti quest’anno e a scadere nei prossimi tre anni. Ma attenzione: l’accordo del 21 ottobre prevede che anche i titolari dei contratti scaduti nel 2013 possano chiedere l’allungamento da cinque a otto anni. Ma molti di loro, magari non iscritti al sindacato, potrebbero non essere a conoscenza di questa nuova possibilità. Ecco perché proprio oggi abbiamo spedito una lettera ai vertici dell’Inpgi e del Fondo immobiliare, chiedendo che siano loro ad avvertire gli interessati.
C’è poi una positiva novità nell’accordo del 21 ottobre: ai nuclei familiari con reddito lordo non superiore ai 28 mila euro verrà risparmiato qualsiasi aumento. Questa è la parte mezza piena del bicchiere. Naturalmente ogni accordo è un compromesso e le organizzazioni degli inquilini non sono riuscite a bloccare come volevano l’aggiornamento Istat, né a escluderlo per i pensionati né ad avvicinare la forbice tra nuovi contratti e fitti a canone concordato. Resta la cosiddetta “fascia sociale” con detrazione degli aumenti pari al 40 per cento, per le famiglie con reddito lordo non superiore a 36 mila euro l’anno (se composte da una sola persona) incrementabile di 3 mila euro per ogni ulteriore componente, fino a un massimo di 42 mila euro.
Un’altra novità è il diritto di prelazione accordato all’inquilino qualora l’Inpgi o il Fondo dovessero dismettere uno o più complessi ad uso residenziale: prima di cedere ad altri un’unità immobiliare verrà interpellato chi già la abita, e in un futuro incontro si contratteranno le clausole di salvaguardia per l’inquilino che non intendesse procedere all’acquisto. Vi ricordiamo che il Fondo Investire Immobiliare Sgr, che adesso si chiama “Fondo immobiliare Inpgi Giovanni Amendola”, ha acquisito la gestione di tutte le 2.600 unità immobiliari che l’Inpgi possiede in Italia (delle quali 2.166 ad uso abitativo). La gestione, perché la proprietà fa sempre capo all’istituto di previdenza e la nuova denominazione del Fondo sembra rinforzare questo concetto. Il patrimonio è stato però suddiviso in due comparti: il “Comparto 1” al quale appartengono gli immobili romani, per il quale non vi saranno vendite per un periodo di almeno dieci anni, e il “Comparto 2” che include gli immobili del resto del paese, dove le smobilizzazioni sono invece possibili. Di qui l’importanza di dotarsi immediatamente di strumenti di tutela degli inquilini. Fino ad oggi il Fondo ha acquisito poco meno di 400 appartamenti a Roma, e sta proseguendo la sua azione nel resto del paese. Dove venderà per il momento una settantina di alloggi, mettendo in pratica una delibera Inpgi vecchia del 2010, che prevedeva la cessione di 100 unità, delle quali però solo 30 hanno avuto sino ad oggi un compratore.
Abbiamo chiesto alla controparte un nuovo incontro, per discutere delle nostre richieste che ormai datano due anni, tra le quali un servizio per le riparazioni di emergenza nei giorni festivi, e l’installazione di apparati di termoregolazione sui termosifoni degli appartamenti a riscaldamento centralizzato, con l’obiettivo di pagare meno la bolletta e inquinare meno l’ambiente. E’ la legge che lo prevede, e la scadenza del 2015 non potrà essere scavalcata.
C’è poi l’attività quotidiana di assistenza agli inquilini, la più importante e la più faticosa che svolgiamo, anche se è quella di cui meno possiamo parlare, perché ovviamente è fatta di casi personali. Vi diciamo soltanto che poche settimane fa abbiamo sventato in extremis uno sfratto per morosità, grazie anche all’apporto del Sunia, il sindacato nazionale degli inquilini a cui siamo associati, che ci ha fornito un avvocato per l’udienza dell’indomani. Abbiamo fatto correggere dei conguagli sbagliati, ottenuto uno sconto una tantum in un caso molto particolare, cerchiamo di segnalare i guasti per favorire un più pronto intervento dell’Inpgi, e tanto altro ancora. Come avrete notato, abbiamo messo per tempo sul nostro sito le istruzioni per pagare la Tasi. Entro Natale, inoltre, manderemo a tutti i soci la tessera del Siai a casa.
Ho finito: candidatevi e andate a votare! Se non rinforziamo il Siai, saranno le controparti a fare la parte del leone.
Grazie dell’attenzione e un affettuoso saluto a tutti
Roma, 6 novembre 2014
Il Presidente del Siai
Corrado Giustiniani

Scrivi un commento


Nome*

E-mail (non verrà pubblicata)*

Sito Web

Il tuo commento*

Invia commento

Web Design & Hosting: Cartabianca