Accordo Inpgi-inquilini: contratti lunghi per tutti e nessun aumento per i redditi fino a 28 mila euro

Contratti di otto anni di durata complessiva e incrementi economici limitati all’indice Istat. E’ questo il succo dell’accordo integrativo nazionale che il Siai, assieme alle altre organizzazioni degli inquilini, ha siglato il 21 ottobre nella sede di via Nizza dell’Inpgi, con i rappresentanti dell’Istituto di previdenza e quelli del Fondo immobiliare. Ma c’è una novità senza precedenti: ai nuclei familiari con reddito lordo non superiore ai 28 mila euro verrà risparmiato qualsiasi aumento.

Con l’accordo siglato a via Nizza si è chiusa una ferita determinata da un’intesa del dicembre 2013, quando erano stati approvati rinnovi di durata complessiva inferiore (tre anni più due). Per i poco meno di 300 contratti d’affitto scaduti o di prossima scadenza (58 quest’anno, 48 l’anno prossimo e 85 nel 2016) la durata del contratto è stata riportata a 3 anni più 5, e per questo risultato il Siai si è battuto fin dai primi mesi di quest’anno. Il beneficio della maggior e durata, non più cinque ma otto anni, sarà esteso anche ai contratti scaduti nel 2013. L’intesa prevede infatti che “per i contratti stipulati in base all’accordo integrativo sottoscritto in data 20 dicembre 2013 con durata inferiore, la proprietà consentirà, su richiesta dell’inquilino avente diritto, la sottoscrizione di atto aggiuntivo al contratto che preveda la maggiore durata (5+3) a parità di data di decorrenza”.

Naturalmente ogni accordo è un compromesso, e le organizzazioni degli inquilini non sono riuscite a bloccare del tutto l’aggiornamento Istat, né a escluderlo per i pensionati né ad avvicinare la forbice tra nuovi contratti, che impongono esborsi più alti, e fitti a canone concordato. Resta la cosiddetta “fascia sociale” con detrazione degli aumenti pari al 40 per cento, per le famiglie con reddito lordo non superiore a 36 mila euro l’anno (se composte da una sola persona) incrementabile di 3 mila euro per ogni ulteriore componente, fino a un massimo di 42 mila euro.

Un’altra novità è il diritto di prelazione accordato all’inquilino qualora l’Inpgi o il Fondo dovessero dismettere uno o più complessi ad uso residenziale: prima di cedere ad altri un’unità immobiliare verrà interpellato chi già la abita, e in un futuro incontro si contratteranno le clausole di salvaguardia per l’inquilino che non intendesse procedere all’acquisto.

All’incontro di via Nizza, protrattosi per poco meno di tre ore, hanno partecipato, per l’Inpgi, il vicepresidente Paolo Serventi Longhi e il direttore generale Mimma Iorio, l’ingegner Imbimbo, responsabile del settore immobiliare, e il ragioner Sgrò. La delegazione del Fondo immobiliare Giovanni Amendola era guidata dal direttore generale Carlo Palmeri. Poi esponenti di Sunia, Sicet, Unione inquilini, Federcasa, Uniat e Ania. Il Siai, sindacato degli inquilini Inpgi che aderisce al Sunia, era rappresentato dal presidente Corrado Giustiniani, dal segretario generale Paolo Farneti e dal responsabile per la Lombardia Pino Nicotri.

Un commento


  • Carmine Leccese

    Volevo cortesemente sapere se vi fossero programmi relativamente agli immobili di via valpolicella a Roma. Grazie per la cortese risposta.
    Dr. Carmine Leccese

    30 maggio 2015

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