Per dieci anni nessuna vendita a Roma. Il sindacato chiede al Fondo un “contratto unico” d’affitto.

La parte mezza piena del bicchiere è questa: Investire immobiliare Sgr, la società di gestione che, nell’arco di tre anni, acquisirà l’intero portafoglio degli immobili Inpgi, vuole continuare ad applicare gli accordi sindacali, rinnovando i contratti scaduti attraverso gli incontri con le organizzazioni degli inquilini. Lo ha detto il direttore generale di Investire Sgr, Mimmo Bilotta, nell’incontro del 31 marzo con i sindacati, fra i quali il Siai e il Sunia, con il quale abbiamo da molti anni stipulato una convenzione. L’Inpgi era rappresentato dal vicepresidente Paolo Serventi Longhi, dal direttore generale Mimma Iorio e dal responsabile del settore immobiliare, avvocato Pietro Manetta. Ed è stato proprio Paolo Serventi ad annunciare: “Vogliamo rispettare i patti: nelle prossime settimane convocheremo un incontro per il rinnovo dei contratti scaduti”. L’appuntamento ancora non c’è, ma non sarà prima di Pasqua, e tutte le organizzazioni degli inquilini si batteranno per un rinnovo “a bocce ferme”, senza aumenti dei canoni.
C’è poi la parte mezza vuota del bicchiere. Che necessita di una premessa. Investire Sgr ha acquisito la gestione di tutti i 2.600 immobili (dei quali 2.166 ad uso abitativo) che l’Inpgi possiede in Italia: la gestione, perché la proprietà rimane nelle mani dell’Istituto di previdenza. Ma la presa in carico delle unità immobiliari avverrà per tappe, di qui al 2016. Sino ad oggi è stato soltanto acquisito il portafoglio di 12 fabbricati romani, per un totale di 370 appartamenti. Roma è stata iscritta nel “Comparto 1” per il quale è prevista, ha spiegato Bilotta, “una strategia di gestione a lungo termine: valorizzare senza disinvestire”. Non verranno fatte cessioni di unità immobiliari nell’arco di vigenza del comparto, “e cioè di qui a dieci anni”, ha spiegato il direttore generale di Sgr. Dopo però sì, e il fantasma delle vendite frazionate, ancorché lontano due lustri, è inquietante.
Ma come avverrà allora, nell’immediato, la valorizzazione? Risposta: migliorando classe energetica, caldaie, infissi, facciate, insomma con investimenti. E chi li pagherà? Il rischio che prima o poi il conto venga presentato agli inquilini, con un rincaro degli affitti, non è stato certo fugato, alla fine dell’incontro. Il “Comparto 2”, comprende gli immobili di tutto il resto del paese, dalla Lombardia al Piemonte, dalla Toscana alla Sardegna. E qui si potrà valorizzare, una volta acquisito il patrimonio, anche attraverso alienazioni.
Il Siai, presente all’incontro col presidente Corrado Giustiniani, il segretario generale Paolo Farneti e il segretario regionale per la Lombardia Pino Nicotri, ha denunciato per l’ennesima volta l’assurda divaricazione tra contratti nuovi, per i quali i bandi dell’Inpgi prevedono prezzi addirittura superiori a quelli di mercato, e contratti vecchi a fitto più basso, con un’assurda giungla dei canoni all’interno di un unico caseggiato se non nello stesso pianerottolo. Partendo da questa impostazione, il neo segretario del Sunia di Roma, Claudio Di Reto, ha proposto di superare il doppio binario, arrivando a un contratto unico, per tutti i contratti. Sarà questa la sfida dei prossimi mesi, per la quale ci attrezzeremo con tutte le nostre risorse.

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