Siglato l’accordo per i contratti scaduti nel 2013. Chiesto un incontro con i gestori del Fondo Immobiliare

Una riunione urgente con la nuova società Investire immobiliare SGR, chiamata a gestire gradualmente tutti gli immobili dell’Inpgi, è stata chiesta venerdì 20 dicembre dalle organizzazioni degli inquilini Siai e Sunia. Ai nuovi gestori è stata trasferita il 18 dicembre una prima parte del patrimonio, e cioè 12 immobili tutti romani, siti in via Giulio Galli, in via Scintu, in via Ermete Novelli, in via della Mendola, Sanzeno, Camilluccia, dei Giornalisti e in via Trionfale. L’Inpgi garantisce che “non vi saranno cambiamenti nei rapporti locatizi”, ma gli inquilini vogliono vederci chiaro e discutere le linee di intervento dei nuovi gestori.

La richiesta è stata avanzata nel corso dell’incontro programmato per consentire il rinnovo di 104 contratti d’affitto scaduti nel 2013, dei quali 76 a Roma e 28 nel resto del paese. L’accordo, sottoscritto oltre che da Siai e Sunia, anche dalle altre organizzazioni degli inquilini e dall’Unione piccoli proprietari, proroga gli stessi parametri economici fissati nel 2004, con il solo ritocco Istat dell’affitto base per l’aggiornamento al carovita intervenuto in questi anni. Il che si tradurrà, secondo i calcoli dell’Inpgi, in aumenti compresi tra il 5 e il 7 per cento. Rincari che scatteranno quando gli inquilini saranno chiamati a firmare il nuovo contratto, e a decorrere dalla data di scadenza.

L’incontro sindacale, avvenuto nella sede di via Nizza, ha avuto un carattere “tecnico” e non “politico”, in quanto l’Inpgi era rappresentato esclusivamente dal responsabile del settore immobiliare Avvocato Pietro Manetta. Non c’erano né il presidente Andrea Camporese, né il suo vice Paolo Serventi Longhi. Manetta si è impegnato a riferire ai vertici dell’Inpgi la richiesta delle organizzazioni degli inquilini di incontrare la società di gestione. Richiesta che peraltro verrà ufficializzata con lettera al Presidente, perché la riunione avvenga nelle prime settimane del 2014.
Quanto alle voci di possibili, future vendite, l’avvocato Manetta ha sottolineato che l’intero patrimonio di Roma è a riserva tecnica dell’ente, per garantire cinque annualità di pagamento delle pensioni, e quindi non verrà alienato. Piani di dismissione sono possibili in altre località, come Collegno, Padova, Taranto, Messina, Livorno, Cosenza, dove l’Inpgi ha immobili considerati marginali. Il conferimento dell’intero patrimonio dell’Istituto ai nuovi gestori dovrebbe avvenire, infine, nell’arco di un paio di anni.

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