Camporese assicura: “Nessun aumento per i contratti scaduti o in scadenza”

L’accordo sindacale nazionale decaduto nel dicembre 2012, che regola gli affitti dei contratti già scaduti o in scadenza nei prossimi mesi, verrà rinnovato per un anno, il 2014, senza alcun aggravio economico per gli inquilini dell’Inpgi e a valere, ovviamente anche per il 2013. Lo ha assicurato Andrea Camporese, presidente dell’Istituto di Previdenza, nell’incontro con il presidente del Siai, Corrado Giustiniani, avvenuto mercoledì 20 novembre nei locali dell’Inpgi di via Nizza, a cinque giorni dall’Assemblea dei soci del sindacato, programmata per il 25 novembre a Roma nei locali dell’Asr in piazza della Torretta.

Il Siai aveva sollecitato anche una riduzione degli affitti per gli alloggi vuoti messi a bando, in quanto le richieste sono più elevate di quelle di mercato e gli immobili possono di rimanere sfitti per mesi. Ma su questo punto l’Inpgi tiene duro. I nuovi contratti costerebbero cari anche perché gli appartamenti, una volta liberati, vengono sottoposti a interventi di manutenzione e di rinnovo da parte dell’istituto. Si sta comunque sperimentando, in piccole dosi, il riaffitto senza interventi delle ditte e dunque a un prezzo più favorevole. Opzione esclusa per gli alloggi di maggior pregio.

Rigettata anche la proposta del Siai di non applicare l’aumento Istat agli inquilini pensionati, visto che anche il loro trattamento di quiescenza è bloccato. Camporese ha però promesso di verificare la fattibilità economica e organizzativa di un’altra richiesta del sindacato: quella di un servizio di emergenza per i guasti nei giorni festivi, una sorta di numero verde attraverso il quale contattare geometra o ditta di turno.

Altro tema trattato, il riscaldamento, che costituisce spesso uno spreco e un onere economico pesantissimo per le famiglie che hanno l’impianto centralizzato. Da più di un anno, ormai, il Siai propone con insistenza la termoregolazione, ovvero un sistema di valvole che possano venire aperte o chiuse in ciascun alloggio. Secondo i tecnici dell’Inpgi, questa è facilmente applicabile negli immobili di nuova costruzione, assai meno nei vecchi, per via delle tubazioni usurate. In ogni caso hanno promesso dei test di sperimentazione. Su questo tema è impegnato il nostro sindacato inquilini, con delle sue indagini autonome.

Morosità e sfittanza hanno percentuali molto basse negli alloggi dell’Inpgi, ha sostenuto Camporese, e anche per questo ben 11 società si sono presentate alla gara europea per conferire la gestione del patrimonio a un fondo immobiliare, gara decisa con voto all’unanimità del Consiglio di amministrazione dell’Inpgi. Se l’è aggiudicata, com’è noto, la società “Investire immobiliare Sgr”, ma l’Inpgi continuerà ad essere proprietario dell’intero patrimonio e ad esercitare un controllo sulla gestione. Soltanto dal punto di vista fiscale, per i diversi sistemi di tassazione, si prevede un vantaggio di 28 milioni di euro in otto anni. La politica della casa non seguirà  tentazioni speculative e resterà attenta al sociale, ha proseguito il presidente dell’Inpgi, definendo totalmente fantasiose le voci di massicce vendite a riscatto.

Camporese era accompagnato dal vicepresidente Paolo Serventi Longhi, dal direttore generale Mimma Iorio e dall’ingegner Francesco Imbimbo. Gabriella Leonzi, del direttivo del Siai, accompagnava Corrado Giustiniani.

 

Un commento


  • Assemblea Siai del 25.11.2013
    Cari amici e colleghi,
    molto probabilmente non è compito specifico del Siai ma la sensazione è che stiamo circumnavigando attorno ad un problema vero:il destino del patrimonio immobiliare dell’Istituto ed il ruolo del suo valore patrimoniale come riserva tecnica rispetto ai compiti proritari della Previdenza giornalisti.Un argomento che va affrontato dal Sindacato(Fnsi) e dalla politica chiamata a fare finalmente chiarezza attorno a tematiche rilevanti.Da affrontare – a mente sgombra,senza pregiudizi,o le favole sui presunti privilegi dei giornalisti inquilini Inpgi.Solo da una siffatta premessa può nascere un impegno nuovo del Siai a proporsi iniziatore di una decisa e rigorosa rivisitazione dei problemi reali della nostra Previdenza,a cominciare appunto da un futuro certo e prevedibile del suo patrimonio immobiliare.Un futuro che non può non escludere la dismissione – da convertire in altra forme di investimenti garantiti – a beneficio soprattutto dei dei colleghi giornalisti che vi alloggiano,spesso da lungo o lunghissimo tempo ed a canoni di tutto rispetto e prossimi a quelli di mercato.
    Con l’augurio di buon lavoro,cordialmente
    Antonio Ciampaglia

    25 novembre 2013

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