Relazione del Presidente del SIAI Corrado Giustiniani all’assemblea del 17 Gennaio 2013

Care socie e cari soci,

con la fine del 2013 terminerà il mio mandato presidenziale e quello dell’intero Consiglio direttivo. Questo è il mio secondo periodo triennale consecutivo, essendo stato eletto per la prima volta il 19 dicembre del 2007. Lo Statuto prevede, all’articolo 7 e all’articolo 8 che, scaduto evidentemente il primo periodo di nomina, Direttivo e Presidente sono “rieleggibili per non più di due mandati” per un totale dunque di tre. Io penso tuttavia che sia assolutamente auspicabile, per la salute del Siai, progettare un ricambio. Invito perciò tutti voi a fare una riflessione verso un impegno più diretto e rappresentativo nel nostro e nel vostro sindacato, pur avendo ben chiaro che si tratta di un incarico volontario, non retribuito, da affrontare con puro spirito di servizio, e che comunque i vertici verranno scelti dal Consiglio direttivo che verrà.

Sorge però un problema tecnico, che potrebbe indurci in ogni caso a spostare di un anno il voto. Come ben sapete, per ottenere il massimo della pubblicità e senza affrontare costi organizzativi, abbiamo sempre abbinato le nostre elezioni a quelle del sindacato nazionale e romano dei giornalisti, unificando le scadenze. Ora però  la Federazione nazionale della Stampa ha modificato lo Statuto, allungando il mandato dei suoi organi da tre a quattro anni e l’Associazione stampa romana si appresta ad adeguare il suo, in questa stessa direzione. Poiché noi siamo intrinsecamente legati all’Asr, che ha avuto un ruolo decisivo nella nascita del Siai, che designa alcuni componenti del nostro Direttivo e che ci ospita nella sua stessa sede di Piazza della Torretta, logica vuole che adeguiamo la durata in carica degli organi del Siai a quella della citata Associazione romana della stampa. E’ la modifica statutaria che abbiamo deciso nel Direttivo che si è svolto immediatamente prima di questa Assemblea, e che però ha bisogno della vostra ratifica per poter entrare in vigore. Ne discuteremo più tardi, assieme ad altre questioni statutarie che abbiamo affrontato nel Consiglio direttivo.

Veniamo ora al bilancio delle attività svolte nell’ultimo anno e a quello che abbiamo in progetto di fare. Il Siai, forte lo scorso anno di 280 soci che hanno rinnovato la loro iscrizione, ha effettuato nel corso del 2012 un sondaggio fra gli inquilini e un’indagine di mercato. Il sondaggio, abbinato al bollettino di iscrizione al Siai per il 2012, ha rivelato un diffuso orgoglio di abitare in un immobile Inpgi: l’area complessiva della soddisfazione, infatti, è attorno all’80 per cento. Nello stesso tempo, però, emerge un preoccupante lamento per come vengono attuate le riparazioni e gli interventi di manutenzione. Il 64 per cento degli inquilini, dunque due su tre, formulano un giudizio critico. Quanto invece ai canoni di locazione, sono un terzo degli inquilini a giudicarli troppo elevati. Tutti i risultati analitici del sondaggio sono da tempo sul nostro sito web, www.siainquilini.it .

La seconda indagine, quella sui canoni, ancorché molto selettiva, perché abbiamo analizzato 10 alloggi liberi e ripristinati, messi a bando a Roma nel febbraio 2012, e 6 alloggi già occupati dagli inquilini, ha confermato l’impressione che diversi aspiranti inquilini ci avevano manifestato: non risulta vero che i valori a bando siano leggermente inferiori a quelli di mercato, come gli uffici tecnici dell’Inpgi hanno più volte affermato. Ma, al contrario, risultano leggermente superiori: del 6 per cento in media, secondo le valutazioni dell’Agenzia immobiliare Flamment che ha condotto per noi la ricerca. Ci domandiamo: chiedere troppo all’inizio non rallenta i tempi per affittare un alloggio, sottraendo così risorse all’Istituto? E non allarga la forbice rispetto a quanto si paga negli immobili già locati?

Questi ultimi, ha accertato la nostra piccola indagine, hanno canoni quasi sempre più bassi di quelli di mercato, con punte del 25-30 per cento in meno. Effetto, questo, degli accordi sindacali sul “cosiddetto secondo canale”, concordato con la proprietà, che moderano i livelli dell’affitto dei contratti storici. Accordi che fra l’altro sono scaduti alla fine del 2012, ma non siamo stati ancora convocati rinnovarli.

Abbiamo presentato queste due nostre iniziative in un incontro con il presidente dell’Inpgi Andrea Camporese, il 30 maggio scorso, assieme a un pacchetto di richieste, dal blocco dell’aumento annuale Istat per i pensionati, dal momento che anche le loro pensioni sono state bloccate, alla riduzione della penale del 3 per cento per i canoni d’affitto giunti in ritardo: richieste che non sono state accolte. L’Inpgi, ci è stato risposto, ha subìto un’autentica batosta a causa dell’Imu e non è questo il momento di allargare le maglie. La crisi economica ha provocato disdette sul fronte degli immobili ad uso ufficio, e dunque introiti importanti sono venuti a mancare.

Su alcune nostre rivendicazioni, tuttavia, non intendiamo fare marcia indietro. Ne indico in particolare tre.

La prima: un “servizio emergenze” che scatti nei giorni festivi. Ciascuno dei nove geometri dell’istituto dovrebbe rendersi reperibile a turno, durante il sabato, la domenica, nei giorni attorno a Ferragosto e nelle Feste natalizie. In modo da potersi attivare immediatamente in caso di rottura delle tubazioni idrauliche o del gas, dell’impianto elettrico, o di altri eventi. Nome e cellulare del geometra reperibile dovrebbero essere esposti nella bacheca dell’immobile. Siamo addirittura giunti a ipotizzare il pagamento di un diritto di chiamata che il Siai rimborserebbe ai suoi iscritti.

Il caso dei 40 inquilini di via Salaria 1388, rimasti da venerdì 4 gennaio scorso per una settimana senza riscaldamento a causa di un guasto, ha rilanciato l’urgenza della nostra richiesta. E nei giorni immediatamente dopo il Ferragosto 2012, a via Cassia 1207-1215, si era verificato un altro spiacevolissimo episodio, quando il collega Pierluigi Borgo venne trovato morto da alcuni giorni nella sua abitazione. Abbiamo riproposto il “Servizio emergenze” in un secondo incontro avuto con l’Inpgi, il 23 novembre scorso, ma senza che fosse presente Camporese. Pochi giorni fa, allora, ho scritto una lettera di sollecito al presidente dell’Inpgi, che ritroverete sul nostro sito.

La seconda richiesta è stata quella di un incontro specifico per affrontare con la controparte tutta la problematica che riguarda i portieri dei nostri stabili. Senza alcuna volontà di penalizzare questi lavoratori, ma con l’unico intento di rendere più chiari i rapporti fra loro e noi, che ne paghiamo il 90 per cento dei costi. Non in tutte le bacheche è infatti esposto il mansionario del portiere e i suoi orari. Né i giorni in cui è in ferie o ha preso un permesso. Molti inquilini trovano esagerate le spese di telefonino del portiere (in alcuni casi anche 1.500 euro l’anno) e alcuni non ne hanno nemmeno il numero. Talvolta c’è poca chiarezza e molta duplicazione di costi, tra le pulizie affidate al portiere e quelle delegate all’intervento di ditte esterne. Su tutta questa vicenda abbiamo ottenuto finalmente un appuntamento: proprio domani mattina, nella sede Inpgi di Piazza Apollodoro.

Terzo tema, assai avvertito dagli inquilini, è il costo del riscaldamento, con gli sprechi collegati alla sua erogazione, negli immobili in cui non sia previsto il riscaldamento autonomo. La soluzione che il Siai sollecita, o che quanto meno chiede di sperimentare, è la termoregolazione, ovvero l’inserimento di una valvola che apra o chiuda il flusso di calore nella singola unità immobiliare. Soluzione ecologica ed economica insieme, che comporta ovviamente un investimento da parte dell’Istituto. I responsabili tecnici dell’Inpgi ci hanno detto che le tubazioni dei nostri immobili non consentono alcun adattamento alla termoregolazione. Abbiamo deciso allora di avviare, nelle prossime settimane, un’indagine che coinvolgerà esperti e ditte del settore, con spirito propositivo e non di contestazione, semplicemente per sapere se la tecnologia consente di intervenire lo stesso sui nostri immobili oppure no.

Al di là dei risultati, indubbiamente alterni, di questa politica rivendicativa generale nei confronti dell’Inpgi, c’è però un’attività in cui percepiamo chiaramente il nostro peso e la nostra forza. Ed è l’assistenza ai singoli inquilini, nelle tante controversie quotidiane. Qualcuno potrebbe pensare che il sindacato si immiserisce, in questa azione di pronto soccorso e di servizio spicciolo. E invece, al contrario, diventa secondo noi Sindacato con la “esse” maiuscola.

Esigenze di privacy ci impediscono di portare dei casi concreti con tanto di nome e cognome. Siamo riusciti a far ottenere il rinnovo del contratto a una famiglia alla quale l’Inpgi aveva spedito una disdetta che sembrava irremovibile. E’ stato un lavoro lungo e complicato, in un certo modo anche “border line” rispetto all’immagine ortodossa di un sindacato. Perché abbiamo convinto l’inquilino a sottoscrivere una sorta di lettera di intenti, controfirmata per garanzia anche da noi, in cui si impegnava a mantenere rapporti corretti con gli altri inquilini per tutto il periodo contrattuale. E ancora, abbiamo fatto cancellare a un altro inquilino un’assurda “disdetta preventiva” che l’Inpgi aveva mandato con anni di anticipo sulla scadenza contrattuale. Abbiamo sanato una controversia fra lo stesso Istituto e un inquilino…un po’ puntiglioso. Siamo intervenuti per impedire che alcuni lavori decisamente invasivi, per una supposta perdita che veniva da un pavimento terrazzato, già sottoposto a riparazione due anni prima, venissero effettuati durante il periodo natalizio, per poi scoprire che nel frattempo la macchia di umidità era sparita e di spaccare le mattonelle non c’era più bisogno, e tanti altri casi ancora.

Non siamo invece riusciti a venire incontro a diverse famiglie di via della Camilluccia che pagano un affitto per un piano superiore a quello che effettivamente abitano, e cioè un piano terra. L’avvocato Manetta ci ha risposto esibendo una lettera di alcuni anni fa, che è una dettagliata relazione che spiega perché, anche dal punto di vista delle evidenze catastali, l’Istituto avrebbe ragione. Vogliamo però andare sino in fondo, e pagheremo dei nostri periti con l’obiettivo di stilare una controrelazione e, se possibile, arrivare a un abbassamento dei canoni.

 

Le prossime settimane ci vedranno impegnati, assieme al nostro sindacato nazionale di riferimento, il Sunia, nel rinnovo degli accordi scaduti a fine 2012, che interesseranno gli alloggi già locati, quando saranno giunti a scadenza contrattuale.

Direi che è tutto. Se ci sono interrogativi o elementi degni di nota, che questa relazione non ha preso in considerazione, vi prego di esplicitarli, prima di passare agli altri punti dell’ordine del giorno.

Vi ringrazio dell’attenzione e vi saluto con affetto.

Roma, 17 gennaio 2013

Il Presidente del Siai

Corrado Giustiniani

 

 

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