Cosa insegna la tragedia di Via Cassia

Lunedì 20 agosto, nello stabile Inpgi di via Cassia 1207/15 è stato trovato il corpo senza vita del giornalista Pier Luigi Borgo, vegliato dalla moglie, malata di Alzheimer. Il decesso risaliva, secondo il medico legale, ad almeno cinque giorni prima. Ma già da una settimana alcuni volenterosi, tenaci e preoccupati inquilini dello stabile avevano dato l’allarme, perché la coppia era in casa con le serrande sempre chiuse. Ma è stato impossibile stimolare un comportamento attivo del sostituto-portiere, così come raggiungere il geometra Inpgi responsabile dell’immobile e gli uffici di Piazza Apollodoro.

Questa vicenda rilancia tragicamente le richieste avanzate dal Siai, Sindacato inquilini e assegnatari Inpgi, nell’incontro con il Presidente Camporese del 30 maggio scorso, incontro che ha posto proprio il portierato fra i temi centrali. Avevamo proposto, fra le altre cose, un “ufficio emergenze”, una struttura animata da tecnici a rotazione che potesse intervenire nei giorni festivi e prefestivi, a Natale e nei giorni attorno al Ferragosto. Se questa richiesta fosse stata immediatamente accolta e a giugno il servizio fosse stato organizzato, i fatti di via Cassia non avrebbero avuto questi risvolti sconcertanti. Abbiamo poi proposto l’esposizione del mansionario dei portieri in bacheca (in molti stabili non c’è) e anzi la sua consegna a ciascun inquilino, un tetto alle loro spese telefoniche e avevamo dibattuto il problema dei sostituti e dei loro costi. Il 19 giugno scorso, venti giorni dopo l’incontro col Presidente, abbiamo scritto una lettera all’Avvocato Pietro Manetta, chiedendo una riunione urgente per “dare le gambe” a quelle proposte, che lo stesso Camporese aveva ascoltato con molta attenzione.

Tale riunione è diventata oggi non più rinviabile.

 

Roma, 28 agosto 2012

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