Due inquilini su tre criticano le manutenzioni

In affitto presso l’Inpgi da più di vent’anni e complessivamente soddisfatto di esserlo, soprattutto per la zona dove sorge l’immobile. Ma fortemente critico, più che per il livello del canone,  per come sono condotti gli interventi di manutenzione e di riparazione dei guasti negli stabili, considerati nell’ordine: a rilento, malfatti e ripetuti. E’ questo l’identikit dell’inquilino Inpgi, così come balza fuori da un sondaggio condotto dal Siai, il sindacato degli inquilini dell’Istituto di previdenza dei giornalisti, condotto in occasione del tesseramento 2011. In particolare, le riserve su riparazioni e manutenzioni sono affiorate nel 64 per cento del campione. Quasi due inquilini su tre, dunque.

La ricerca non ha un valore propriamente scientifico, perché casuale è il campionamento, rappresentato da coloro che hanno ritenuto di rispondere alle domande, e la consistenza quantitativa non è molto ampia, dal momento che sono tornati indietro, correttamente compilati, 102 questionari, circa un terzo delle iscrizioni stesse pervenute al sindacato. Probabilmente si manifesta poi uno sbilanciamento percentuale, sulla totalità degli inquilini Inpgi, nei confronti di quelli di più vecchia data, che mediamente avvertono meno degli altri il problema del livello del canone, partendo “storicamente” da una base di pagamento più bassa. Ma i risultati del sondaggio rivestono egualmente un grande interesse per orientare le scelte del sindacato e  le risposte dell’Istituto, anche perché sono comunque rappresentativi di una base assai articolata territorialmente. Sono infatti giunti alla nostra sede, per lettera o per fax o per e-mail, all’indirizzo info@siainquilini.it , questionari provenienti non soltanto da Roma, sede del maggior numero di stabili Inpgi, ma da diverse altre città dove l’Istituto è presente: Cagliari e Genova, Milano e Torino, Firenze, Napoli o Bari.

Analizziamo concretamente i dati iniziando dalla prima risposta, dalla quale sembra emergere chiaramente un generale livello di soddisfazione per essere inquilini dell’Inpgi. Ben il 67 per cento, infatti, si è dichiarato “abbastanza soddisfatto” e il 15 addirittura “molto soddisfatto”. L’area del gradimento, dunque, comprende complessivamente l’82 per cento degli inquilini che hanno risposto. Un risultato lusinghiero, soprattutto perché si può ipotizzare che a sondaggi di questo tipo, non obbligatori come il censimento della popolazione, siano propensi a rispondere più gli inquilini che hanno ragioni di malcontento, rispetto agli altri che non hanno da lamentarsi. Invece i “poco sodisfatti” sono il 13 per cento e i “per nulla soddisfatti” appena 5. L’area dell’insoddisfazione è quindi inferiore al 20 per cento.

E di cosa sono soddisfatti, gli inquilini? A mani basse vince la zona dove sorge il palazzo che abitano, con il 74,5 per cento delle risposte. E questo significa a nostro avviso due cose: la prima, abbastanza scontata, che gli immobili Inpgi sorgono in aree piuttosto ambite delle città. La seconda, un po’ meno scontata, è che è ancora assai bassa la quota di coloro che sono costretti a cercare un alloggio in affitto ovunque si trovi, magari per aver ricevuto uno sfratto. Dopo la zona, viene gradita la posizione dell’alloggio all’interno del palazzo stesso (35 per cento delle risposte) il canone (27 per cento) mentre soltanto l’8 per cento circa ha sentito il bisogno di citare le finiture tra le ragioni di gradimento. Ricordiamo che da questa risposta in poi era possibile fornire più indicazioni, ragion per cui il totale delle risposte è superiore a 100.

Prima di passare alle ragioni di insoddisfazione, un’indicazione sugli anni di inquilinato maturati dalle famiglie che hanno risposto al sondaggio: il 58 per cento circa è dentro da più di 20 anni, il 21 da più di 10, il 10 da più di 5 anni, l’8 da meno di cinque e il 3 per cento circa non ha risposto a questa domanda. Sarebbe interessante confrontare questi dati di consistenza storica dell’inquilinato con la griglia completa che risulta invece all’Inpgi.

E ora il “cahier de doleance” . Il primo motivo di insoddisfazione sono gli interventi di manutenzione: non piacciono al 64 per cento circa degli inquilini. Da una domanda più specifica si evince che per il 51 per cento di quanti hanno risposto al questionario, in particolare, la manutenzione è poco curata, per il 18 per cento circa è per nulla curata, mentre solo una minoranza del 29 per cento la considera abbastanza curata e due “mosche bianche” la trovano invece molto curata.

Una terza domanda investigava ancora di più all’interno dei lavori di manutenzione, per concludere che il primo motivo di scontento è la lentezza con cui procedono (61 per cento circa delle risposte) mentre il 34 li ritiene malfatti e il 30 per cento ripetuti. Nessuna critica, invece, da parte dell’11 per cento degli inquilini. Ci sembra che ve ne sia abbastanza per far fischiare le le orecchie all’ apparato tecnico dell’Inpgi, inducendolo, con spirito di collaborazione, a trovare le soluzioni adeguate per migliorare il servizio.

La seconda criticità per gli inquilini è invece il canone. Una criticità tutto sommato contenuta, si direbbe, se il 32 per cento lo considera un grosso problema. Un terzo dell’inquilinato, dunque, mentre per la manutenzione eravamo quasi ai due terzi. Anche qui è stata prevista una domanda successiva e maggiormente dettagliata, per cercare di capirne un po’ di più: esattamente il 32 per cento, gli stessi, hanno confermato la risposta precedente, ritenendo l’affitto “troppo elevato”, mentre per un numero maggiore di inquilini, il 37 per cento, è “accettabile”. Interessante poi quel 35 per cento (ricordiamo ancora che la somma è superiore a 100 perché erano possibili più risposte) che ha voluto rimarcare il fatto che  “la crisi si fa sentire”. Questi inquilini paiono condividere queste implicite considerazioni: il canone sarà pure ok, ma le nostre condizioni economiche sono peggiorate. Queste risposte, in ogni caso, confermano l’intuizione del Siai che fossero le manutenzioni il problema numero uno, più che il livello dell’affitto, calmierato dagli accordi sindacali, ancorché sperequato a danno di chi da meno anni abita l’appartamento. Le pulizie sono fatte male per il 28 per cento degli inquilini, mentre il 14 per cento circa lamenta “gli altri inquilini” come causa di malessere, e solo l’8 si rifugia in “altri motivi ancora” di insoddisfazione.

Sorprendenti le risposte a “sei soddisfatto del portiere?”, quesito che ovviamente veniva rivolto a chi ha il servizio di guardiania: i “no” sono appena 14, contro ben 30 “sì” e 21 “abbastanza”: l’area della soddisfazione è dunque tre volte superiore a quella dell’insoddisfazione.

Quanto alla conoscenza delle norme, il livello generale dichiarato è soddisfacente, eccezion fatta per “cambio alloggio” e “legge 431”. Il portavoce Siai di palazzo lo invoca il 70 per cento degli inquilini, con un solo contrario e il 17 che non sa se sia utile o no. Ma a questa richiesta di presenza sindacale più capillare, è necessario che si affianchi una disponibilità effettiva a rappresentare le istanze degli altri, lavoro volontario e  talvolta spinoso.

Infine, avevamo chiesto di fornire eventuali suggerimenti alla nostra azione, e  li inseriremo sinteticamente in calce a questo Rapporto. Maggior presenza e maggior controllo sono in ogni caso i due “topics”.

I suggerimenti degli inquilini

Riportiamo, ovviamente  omettendo nomi e cognomi le osservazioni che alcuni inquilini hanno voluto lasciare nello spazio del questionario appositamente dedicato allo scopo.

Un inquilino di via della Camilluccia: “Il sindacato non ascolta la base e non risponde alle lettere raccomandate spedite da un gruppo di inquilini”. Poco soddisfatta, da più di 5 anni.

Un inquilino di via Trionfale, a Roma: “Manutenzione pessima, garage allagato, acque nere, non siamo collegati alle fogne”.

Un inquilino di Bari: “Avere più voce in capitolo sulla nomina del fiduciario”

Un inquilino di via Misurina, Roma: “Ci vuole il riscatto alloggi”.

Un inquilino di via dei Giornalisti, Roma.: “Sarebbe gradito un referente fisso del sindacato. Migliorare le pulizie”

Un inquilino di via della Camilluccia, Roma: “Monitorare gli aumenti, conguagli sempre esagerati”

Un inquilino di via Misurina: “Far capire all’Inpgi che i beni dell’Istituto vanno salvaguardati con una seria manutenzione”.

Un inquilino di Milano, via Fraschini: “Abitiamo nell’immobile Inpgi da 7 anni e in questo lungo periodo non abbiamo mai visto il custode pulire scale, pianerottoli, ascensore…E’ sempre stato tutto sporco…Ma da quando il custode è in malattia e alle pulizie provvede un’agenzia esterna, tutto è pulito e perfetto. Non troviamo giusto pagare 2.400 euro al custode, più l’agenzia”.

Un inquilino di via dei Giornalisti: “Abito da 54 anni, i nuovi inquilini, pochi, non sanno vivere in buona armonia”

Un inquilino: “Promuovere vendita alloggi ai vecchi inquilini”.

Un inquilino di via dei Giornalisti: pulizie inesistenti, portiere non fa rispettare le regole, si assenta spesso.

Un inquilino di via Novelli, a Roma: “Palazzo da affitti di lusso e gestione infima, scarsa manutenzione, perfetto il portavoce Siai”.

Un inquilino di via della Mendola, a Roma: “Necessario diverso sistema segnalazione guasti e abusi”.

Un inquilino di via Misurina: “Chiedo rifacimento bagni. Fuoriesce acqua dal sottosuolo”.

Uno di via Trionfale: “Permanenza di infissi obsoleti e inefficaci, penose condizioni dei balconi, cedimento porte, non funziona rubinetto balconi”

Uno di via Novelli. “Installazione videocitofono, no servizio di portierato”.

Uno di via Scintu, a Roma: “Infissi vecchi da oltre 30 anni, elevati consumi energetici”

Uno di via Ermete Novelli: “Fate un sondaggio per sapere chi vuol riscattare”.

Un inquilino di Torino: “Almeno una riunione di condominio l’anno”.

Uno di Arenzano (Ge): “Controllo diretto per evitare aumenti ingiustificati”.

Un inquilino milanese “Vendere gli stabili milanesi di via Fraschini”

Uno di via del Casaletto, a Roma “Più comunicazione e più possibilità di incontro”.

Un inquilino di via Misurina: “Più manutenzione, infissi vecchi”.

Un altro: “Migliore comunicazione per potenziare il sindacato”

Uno di Campi Bisenzio, Firenze, via Prunaia: “Controllo spese condominiali”.

Un inquilino di Collegno: “Alloggio troppo caro  per la posizione, troppe spese senza spiegazione alcuna, troppi anni senza manutenzione straordinaria”

Inquilino di Arenzano: “Persiane da 30 anni senza manutenzione, crollano, saracinesche arrugginite dei box”.

Un altro di Arenzano: “Pronti all’appuntamento nel momento del rinnovo, lo feci io nel 2004. Sentiamoci”.

Un inquilino di via dei Giornalisti: “Rendere più snello lo scambio di alloggi. Sindacato deve andare in commissione manutenzione”.

Un inquilino: “Istituzionalizzare i rapporti Inpgi-Siai sindacato: incontri periodici”.

Uno di via del Casaletto: “Verifica oneri accessori e informativa attività del sindacato”.

Altro di Collegno: “Lavori di manutenzione malfatti e ripetuti”.

Uno di Milano, via Taranto 2; “Chiusura cancello posteggio – sicurezza caldaie – sicurezza elettrica secondo la legge 46/90″.

Un inquilino di, via Trionfale: “Controllo più serrato con i vertici e i geometri sul territorio”.

Uno di Milano: “Ci vuole più presenza”

Uno di via dei Giornalisti “Abolizione portierato e altre spese inutili, più attenzione per interventi di manutenzione appartamenti. Regole di accesso ai posti auto”.

Uno di via della Camilluccia: “Una trovata per rendere più equo il canone d’affitto, c’è chi paga molto e chi poco”.

Uno di Roma: “Nella palazzina di via dei Giornalisti n.53, ci vorrebbe un custode dalle 8 alle 13″.

Uno di via Sanzeno, Roma: “Un rappresentante Siai sia d’obbligo nella Commissione immobiliare alloggi dell’Inpgi. A volte l’istituto sembra una controparte invece che un organo dei giornalisti”.

 

 

 

Un commento


  • Via dei Giornalisti

    Condivido pienamente quanto scritto da “uno di Via Sanzeno” L’Inpgi sembra una controparte invece che un organo dei giornalisti. Troppo potere ai funzionari del Servizio Immobiliare che nei rari incontri che si riescono ad avere ti accolgono come saluto di benvenuto con la frase:” da questo incontro si uscira’ NEMICI o AMICI”.

    11 settembre 2012

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