Relazione di fine mandato del Presidente

Care socie e cari soci,
questa è l’ultima relazione del mio mandato presidenziale, iniziato il 19 dicembre del 2007. Il direttivo del Siai ha concluso il suo lavoro triennale ed è opportuno tracciare subito un breve bilancio della sua attività. La missione era quella di tornare ad essere un sicuro punto di riferimento per gli assegnatari dell’Inpgi. Il Siai era nato infatti nel 1995, ma dopo alcuni anni di forte spinta aveva a poco a poco esaurito la sua energia, decadendo di fatto. E’ rinato nel 2006 per l’azione di un Comitato provvisorio di dieci membri, che ha avuto il triplice merito di cambiare lo statuto, di condurre in porto positivamente una trattativa pilota per rinnovare 30 contratti scaduti, dimezzando le richieste di aumento dell’Inpgi, che voleva rincari medi del 30 per cento, e di preparare, infine, le nuove elezioni degli organi statutari che avrebbero garantito la normalità di funzionamento del “nuovo” Siai.

La modifica dello statuto è stata essenziale. Il vecchio era farraginoso, attribuiva un ruolo spropositato ai soci fondatori e non contemplava neppure un meccanismo per essere modificato. Si prevedeva la nomina del Direttivo e del Presidente direttamente in assemblea, procedura che si prestava a manovre di vario tipo. Il nuovo statuto ne affida invece la scelta al direttivo di nove membri, quattro dei quali designati dall’Associazione Stampa Romana e cinque dalle urne. Per la prima volta è entrato nel direttivo un rappresentante degli inquilini non giornalisti.

Uno statuto snello, trasparente e pratico, ma non certo perfetto. L’inesperienza e il bisogno di fare in fretta hanno portato a commettere qualche errore. Vi si stabiliva, ad esempio, che le modifiche statutarie potessero essere approvate da un’assemblea dei soci alla quale partecipassero i tre quarti degli iscritti: circostanza praticamente irrealizzabile. Siamo riusciti a cambiare questa norma paralizzante, nell’ultima assemblea dello scorso 26 marzo, approfittando del fatto che l’annuale campagna per le iscrizioni fosse ancora agli inizi, e i presenti in assemblea fossero praticamente la totalità degli iscritti. La nuova versione dell’articolo 11 dice che le modifiche allo statuto possono essere proposte dal Consiglio direttivo o anche dai soci (attraverso il Direttivo) e vengono deliberate dall’Assemblea con maggioranza dei due terzi, ma dei presenti, non degli iscritti. Il Direttivo che si instaurerà dopo le elezioni di fine mese potrà così valutare altri possibili modifiche statutarie: proseguire l’opera di “laicizzazione” del Siai, riducendo ad esempio da quattro a tre i consiglieri designati dall’Associazione romana della stampa. O aumentare da uno a due il numero dei consiglieri non giornalisti. O semplicemente porre un numero minimo di consiglieri giornalisti (ad esempio cinque) e per il resto lasciare che siano le urne a compiere la scelta, secondo una forbice che può andare da un massimo di tutti giornalisti a un minimo, per l’appunto, di cinque giornalisti e quattro non giornalisti.

Ho fatto questo lungo accenno allo statuto e all’attività del Comitato provvisorio che ha ricostruito il Siai, perché di questo comitato uno dei membri più attivi e più vivaci era Giorgio Chiecchi, divenuto successivamente consigliere del Siai con l’incarico di occuparsi delle controversie sulle manutenzioni. Giorgio, che era stato il primo conduttore del Tg3 come rete nazionale, è morto lo scorso mese di aprile.

A sostituirlo, come prevede lo statuto, è stato il primo dei consiglieri non eletti, Giuseppe Pallanch, che ringraziamo per avere accettato l’incarico. Ha potuto partecipare a una sola riunione del consiglio direttivo ma ci auguriamo che voglia ripresentarsi alle prossime elezioni, per poter fare un mandato pieno.

Un dato assolutamente positivo in questo bilancio triennale è la crescita continua degli iscritti. Quando abbiamo ripreso in mano il Siai i soci erano poche decine, oggi siamo 350, la gran parte romani, ma sono già più di 50 gli iscritti che risultano assegnatari di immobili Inpgi in altre parti d’Italia. Nel 2008 gli iscritti erano 248, dunque cento in meno di oggi, nel 2009 invece siamo scesi a quota 199 per poi compiere un grande balzo quest’anno. Nelle assemblee questa nostra potenza di fuoco, che sicuramente può e deve ancora aumentare, non si realizza in pieno perché, lo sappiamo, non sono più i tempi della grande partecipazione, e poi è difficile trovare un luogo d’incontro che sia comodo da raggiungere per tutti e infine sappiamo bene che ogni socio ha i suoi impegni più o meno pressanti e gravosi. Ma forse la partecipazione diretta è meno esaltante anche perché, tenendo conto di tutti questi elementi insieme, ci si è fidati di attribuire a questo Direttivo una delega molto forte. Il peso del Siai è cresciuto e l’Inpgi oggi non può fare a meno di ascoltare le richieste e le lamentele dei soci, e di muoversi per porvi rimedio.

Gli interventi di manutenzione sono ancora il problema numero uno per i nostri iscritti, che lamentano ritardi e talvolta approssimazione e sprechi da parte delle ditte incaricate di eseguirli. Abbiamo risolto decine di questi casi. Quando ci arriva per mail, o per telefono, o per lettera tradizionale, una segnalazione, noi la facciamo nostra, chiediamo l’intervento degli uffici, se non otteniamo una pronta risposta la sollecitiamo per telefono e per posta elettronica, inoltrando per conoscenza la mail anche al presidente dell’Inpgi, e i risultati sono tangibili. Siamo riusciti ad ottenere un intervento e una promessa di intervento (promessa perché poi il problema si è risolto da solo) anche in pieno agosto. Crediamo che il nuovo Direttivo possa utilmente seguire la stessa strada. E aprirne una nuova, che con il Segretario generale Paolo Farneti abbiamo concordato dieci giorni fa in un incontro con il responsabile del Servizio immobiliare dell’Inpgi, l’Avvocato Pietro Manetta: e cioè quella di ispezioni congiunte, immobile per immobile, per esaminare i problemi che saranno stati segnalati dai soci, i quali saranno invitati a presenziare a dette ispezioni. Voi, amiche e amici, siete sindacato come noi, e il vostro contributo è essenziale per migliorare il servizio.

Ci rendiamo conto che l’esperimento, per il momento, può essere condotto soltanto su scala romana. Ma potrà essere esteso ad altre parti d’Italia man mano che verranno nominati i segretari regionali del Siai.

Una previsione statutaria che, dobbiamo ammetterlo con serenità, non siamo ancora riusciti a realizzare.

A proposito di tavoli di confronto, questa consiliatura ha potuto mettere in piedi quello tra Siai e presidente dell’Inpgi, con una cadenza di due volte l’anno. Al presidente Andrea Camporese abbiamo strappato due impegni. Il primo è di elevare la soglia della cosiddetta “fascia debole” che dà diritto a una detrazione del 50 per cento dei rincari del rinnovo contrattuale (per i redditi fino a un massimo di 15 mila euro) e del 40 per cento (reddito massimo di 20 mila euro). Manetta ci ha appena confermato che la misura è allo studio. Il secondo impegno è quello di elaborare un vademecum complessivo dell’assegnatario Inpgi, in modo che abbia le idee chiare su tutte le novità che possono intervenire nel suo rapporto contrattuale. Proprio nei giorni scorsi ci è stato consegnato un primo fascicolo, che riguarda il cosiddetto scambio agevolato degli alloggi, e presto verrà messo in rete sul sito dell’Inpgi. Ma c’è bisogno di altri capitoli: per esempio uno che spieghi la dinamica degli aumenti e il loro scaglionamento, in caso di rinnovo contrattuale.

A proposito di rinnovi: non sono ancora disponibili le misure degli aumenti per tutti i contratti d’affitto scaduti nel 2010 al di fuori della capitale (che comunque ha il patrimonio nettamente più cospicuo, circa 1500 appartamenti rispetto ai 180 di Napoli, seconda, i 126 di Milano, i 46 di Bologna e i 45 di Torino). Il ritardo nei conteggi è dovuto a carenza di personale. Quando saranno pronti, ci sarà un incontro sindacale per discutere i dati e ratificarli con un accordo.

L’appuntamento è previsto per il prossimo mese di dicembre e nella stessa occasione potrebbero essere concordati anche gli aumenti dei contratti che scadranno a Roma nel 2011: ci si continuerà a basare sulla griglia definita territorialmente nel 2004 e quindi gli importi dovrebbero essere contenuti. Ma c’è una novità: poiché non si prevede un immediato rilancio dell’economia, l’Inpgi si accontenterebbe di usare l’accordo territoriale del 2004 anche per calcolare gli incrementi d’affitto per chi ha il contratto in scadenza nel 2011 e nel 2012: sulla base di valori, dunque, vecchi di otto anni. Si vedrà nei prossimi giorni se queste intenzioni anticipate al Siai verranno poi realizzate. Ovviamente contrasteremo un orientamento che risultasse diverso. Anche stavolta otterremo in anticipo gli importi degli aumenti non per nominativo dei singoli inquilini, ma per indirizzo di strada, piano e interno, e potremo metterli a disposizione dei soci che ce li chiederanno.

L’impressione, comunque, è che il peggio della crisi sia passato. I morosi continuerebbero ad essere, secondo l’Avvocato Manetta, una quota assai contenuta, attorno al 4-5 per cento. In ogni caso abbiamo chiesto che l’Istituto manifesti comprensione per chi oggi non riesce a pagare l’affitto in tempo, abolendo per un periodo di sei mesi le previste penali, così come è stata decisa analoga comprensione per chi ha problemi di mutuo. Siamo in attesa di una risposta. Non chiedeteci se ci sono novità per i cosiddetti riscatti. Non ce ne sono. La linea del Presidente Camporese e del Consiglio di amministrazione è sempre la stessa: liberarsi soltanto dei pochi immobili residuali e improduttivi. Il patrimonio rende in misura soddisfacente e a Roma si valorizza: non c’è nessuna ragione per dismettere, ripetono gli amministratori. Chi sogna l’acquisto se ne faccia una ragione.

Il Siai che affidiamo al prossimo Consiglio direttivo è anche un sindacato con i conti a posto. Abbiamo una riserva di liquidità che consentirà ai consiglieri del futuro quelle trasferte che riterranno necessarie per andare ad impiantare territorialmente i vari segretari regionali, e anche per finanziare ricerche o consulenze che si rendessero necessarie. A questo proposito ricordiamo che la quota di iscrizione di 30 euro, che vi invitiamo a versare già oggi, comprende l’assistenza legale da parte del Sunia, il sindacato nazionale degli inquilini con il quale siamo convenzionati. Noi non disponiamo direttamente di un ufficio legale.

Invito, infine, quelli di voi che se la sentono, a provare l’esperienza sindacale, e a presentare oggi stesso la propria candidatura per uno dei cinque posti di consigliere Siai che usciranno dalle urne delle elezioni, abbinate a quelle per il rinnovo del sindacato dei giornalisti. Ricordiamo il calendario, che vi è stato inviato a casa. Il 25 novembre si potrà votare alla Rai di Saxa Rubra, dalle 10 alle 20 e presso l’Hotel Caravel in via Cristoforo Colombo 124, vicino a Piazza Navigatori, dalle 11 alle 20. Il 26, 27 e 28 novembre, invece, presso la Parrocchia di San Lorenzo in Lucina, dalle 10 alle 20.

Per gli altri quattro posti, il segretario dell’Associazione Stampa Romana, Paolo Butturini, ha confermato Ninfa Paoli e il sottoscritto, già designati tre anni fa dal suo predecessore, indicando poi Gianni Bondini e Milena Pagliaro, quest’ultima membra eletta del direttivo uscente.

Vorrei dare pubblicamente atto al Segretario generale, Paolo Farneti, di aver preferito ricandidarsi percorrendo la via del voto. Il lavoro di Paolo è stato molto proficuo, e averlo in squadra con noi è stato fondamentale per arrivare sino qui. L’esperienza sindacale non arricchisce di certo dal punto di vista economico. E’ un servizio gratuito, espletato soltanto a favore degli altri. Ma vi assicuro che quando si riesce a risolvere il problema specifico di una o di più famiglie, l’ arricchimento interiore ripaga ampiamente degli sforzi sostenuti.

Sono grato, infine, ai colleghi del Direttivo per tutto il lavoro che abbiamo fatto insieme. Da statuto dovevamo riunirci quattro volte l’anno e invece, in questo triennio, il Direttivo è stato convocato mediamente ogni 40 giorni.

Grazie a tutti voi per l’attenzione.

Corrado Giustiniani

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