Relazione di Mancuso – Il Siai sul territorio nazionale

La gran parte del patrimonio immobiliare dell’Inpgi è concentrato a Roma, con un’ottantina di complessi. Nelle altre regioni italiane la dimensione del patrimonio è notevolmente ridotta ma si è pur sempre in presenza di centinaia di inquilini nel complesso.

Quasi ovunque l’Istituto stipula convenzioni con Amministratori tecnici (singole società o, come nel caso dell’’Emilia Romagna con l’Unione Piccoli Proprietari) cui gli inquilini Inpgi fanno riferimento per risolvere i problemi che si vengono a creare. Quando la risposta non è soddisfacente le lamentele si riversano sul fiduciario Inpgi della Regione.

Da un primo sondaggio con presidenti di Associazioni di stampa e fiduciari Inpgi sembra utile l’idea di diffondere presso gli inquilini la conoscenza dell’esistenza del Siai, dei suoi scopi, e di renderlo interlocutore anche a livello nazionale. Tutti chiedono intanto una lettera circolare da affiggere nelle portinerie e negli uffici Inpgi presso le Associazioni di stampa, nonché da stampare nei giornali delle Associazioni di Stampa. E questo sarà il secondo passo. Lasciando decidere agli inquilini se designare dei rappresentanti locali con assemblee di condominio ove servisse.

E’ il caso probabilmente della Lombardia, la regione che da questo primo sondaggio risulta la più sofferente. Soprattutto per i plessi di via dei Missaglia (zona Gratosoglio) dove gli inquilini (parliamo di 112 famiglie), esasperati, stanno raccogliendo firme in calce a una petizione corredata di fotografie che testimoniano il degrado: infiltrazioni d’’acqua, locali usati come depositi, sporcizia, estintori non revisionati. Meglio gli appartamenti di via Taranto (zona Famagosta) a parte il citofono rotto da più di un anno e non ancora aggiustato.
In via dei Missaglia chi esegue (o non esegue sarebbe meglio) la pulizia è una ditta che ha subappaltato a un’’impresa che ha a sua volta subappaltato ed è “inesistente” anche la portineria.
Non solo: c’’è anche il problema degli affitti: un nucleo di inquilini “storici” che è andata a vivere nelle palazzine 17 anni fa ha gli affitti calmierati che vengono aumentati alla scadenza, gli altri hanno affitti probabilmente troppo elevati alla luce dei cali del mercato immobiliare a Milano (parliamo di una zona di periferia). E sempre di più case e negozi restano vuoti, non affittati.

Non si segnalano, al momento, altre criticità paragonabili:

Campania con 6 plessi di 6 palazzine e circa 180 appartamenti l’utenza è seconda dopo il Lazio con almeno 500 inquilini; il nostro interessamento è visto con favore
Piemonte. Anche qui ci segnalano che gli affitti cominciano a essere cari. Dei 4 immobili si tratta per lo più di palazzine in pieno centro e in stabili d’’epoca, con un centinaio di inquilini
Emilia Romagna – anche qui con 5 immobili e un’’ottantina di appartamenti si segnala che il problema principale riguarda le manutenzioni. Se ne occupa l’Uppi designato fiduciario tecnico dall’Inpgi con una convenzione ma per i lavori da eseguire i tempi di attesa dell’autorizzazione da parte dell’Inpgi sono spesso lunghi, ci dicono. Oltretutto gli appartamenti Inpgi sono in palazzine “miste” che hanno un proprio amministratore di condominio.

Per le altre regioni che hanno due immobili ciascuna attendo di procedere, assieme al Direttivo Siai, alla formulazione del volantino o circolare per diffonderlo presso tutte le Associazioni di Stampa così da fornire in modo mirato l’opportunità di contattarci, segnalarci problemi e insomma usarci da tramite con l’’Istituto.

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