Verbale assemblea

Assemblea dei Soci
Roma, 12 dicembre 2008 

Relazione del Presidente
Corrado Giustiniani

Care socie e cari soci,

questa del 12 dicembre è la prima assemblea del mio mandato triennale di Presidente del Siai, e vi presenterò il bilancio di un anno, il 2008, che è stato di rodaggio, ma anche di intensa attività. L’ultima volta che ci siamo visti, il 2 ottobre del 2007, il Sindacato inquilini e assegnatari dell’Inpgi era ancora retto da un Comitato provvisorio, che ne ha assicurato il funzionamento in attesa dell’elezione dei nuovi organi del Siai. In quella assemblea, come ricorderete, è stato approvato il nuovo Statuto, votando in particolare due emendamenti, che esprimevano un’esigenza di grande autonomia rispetto all’Inpgi, il primo impone ai componenti del Consiglio direttivo Siai di non ricoprire cariche elettive di alcun genere all’interno dell’Istituto, il secondo, la cancellazione della frase “cooperare con l’Inpgi” già contemplata nel vecchio articolo 2. Lo Statuto del Siai prevede che il Direttivo abbia 9 membri, quattro designati dall’Associazione stampa romana e cinque eletti direttamente dai soci, con urne aperte tra il 26 e il 28 ottobre del 2007. Novità statutaria: uno degli eletti deve rappresentare gli inquilini non giornalisti, e questa quota potrà crescere in futuro, con apposite modifiche allo Statuto.

I membri prescelti per il Direttivo Siai sono risultati, in ordine alfabetico, Arianna Angelini (non giornalista), Giorgio Chiecchi, Paolo Farneti, Corrado Giustiniani, Alessandra Mancuso, Massimo Minisini, Milena Pagliaro, Ninfa Paoli e Maurizio Salticchioli. Alla sua prima riunione il Direttivo ha designato Presidente il sottoscritto, Segretario generale Paolo Farneti, e ha poi incaricato Giorgio Chiecchi come Responsabile delle controversie sulle manutenzioni, altra novità della nostra carta statutaria, mentre come Revisore dei conti è stato prescelto Paolo Poggio. Poiché lo Statuto prevede che i Revisori dei conti siano due, un posto è tuttora vacante: se da questa assemblea emergeranno una o più candidature, saremo ben lieti di esaminarle.

Lo Statuto prevede che il Consiglio direttivo venga convocato dal Presidente almeno quattro volte l’anno. Ci siamo invece riuniti otto volte, il doppio del minimo previsto, proprio per cercare di avviare al meglio la nostra attività. Abbiamo deciso di impostare il 2008 lungo quattro linee di sviluppo strategico. Primo, una campagna di tesseramento, per aumentare il numero degli iscritti, cominciando dal nostro tradizionale territorio di riferimento, che è Roma, dove sono ubicate ben 1505 delle 2200 unità immobiliari complessivamente possedute dall’Inpgi. Secondo, una progressiva estensione dall’ambito romano a quello nazionale, in ossequio alla nostra stessa denominazione di Sindacato nazionale. Terzo, le carenze nella manutenzione degli immobili individuate come tema di intervento prioritario, per servire gli inquilini e intercettare nuovi iscritti, dando dunque più forza al sindacato. Quarto, aumentare le conoscenze e le competenze del Direttivo, la consapevolezza e la qualità della classe dirigente.

Boom di iscrizioni. Tutti questi processi, ovviamente, sono ancora in atto. Ma su alcuni di questi abbiamo centrato dei primi successi che a me sembrano significativi. Le iscrizioni al Siai negli anni scorsi erano crollate ben al di sotto delle cento unità. Quando il Comitato provvisorio si è messo in moto, è iniziata lentamente la ripresa. Ma la campagna di iscrizioni di quest’anno, con il nostro volantino inserito all’interno di una lettera spedita dall’Inpgi agli inquilini, ha determinato un autentico boom, e diverse quote ci giungono da fuori Roma. Ma attenzione. Solo 249 sono i bollettini compilati con nome e cognome, ai quali si sommano ben 176 arrivati in bianco. Raccomandiamo di mettere sempre il nome e il cognome, perché ogni iscritto ha diritto di ricevere tutela e assistenza normativa e legale dal Sunia, il sindacato nazionale degli inquilini con il quale siamo convenzionati. Ovviamente il Sunia deve essere certo che quell’inquilino abbia versato la quota, per poterlo poi assistere. La quota di iscrizione al Siai è infatti di 30 euro, ma dieci vengono poi girati al Sunia. Di passaggio, vale la pena di ricordare che tutti noi siamo completamente volontari e nessun gettone di presenza o altro emolumento economico è previsto per il Direttivo, il Presidente o il Segretario. Per il 2009 abbiamo intenzione di mantenere invariata la quota di iscrizione e vi faremo sapere come versarla. Non ce la siamo sentita di aprire un banchetto all’ingresso di questa stessa Assemblea. Siamo a dieci giorni da Natale e, per giunta, stiamo attraversando un brutto momento economico. Ciononostante, se ci fosse qualcuno che vuole togliersi subito il pensiero, può rivolgersi a noi dopo l’Assemblea. Vogliamo crescere ancora nel 2009 ed è chiaro che più siamo e più contiamo.

Manutenzione e sicurezza. Sì, è proprio il caso di assemblare al tema della manutenzione, intesa come intervento sugli edifici, quello della sicurezza da intrusione esterna, sempre più avvertito dagli inquilini, e dei relativi interventi che richiede. Voglio a questo proposito raccontare una battaglia che il Siai ha combattuto nel 2008, con l’obiettivo di mettere in sicurezza il complesso immobiliare di via Galli, bersaglio di continue intrusioni da parte di ladri-acrobati, che gettando funi a uncino sorpassano il muro di cinta e poi si arrampicano negli appartamenti. Abbiamo posto con forza il problema all’Inpgi che, nei primi mesi dell’anno, ha effettuato un’ispezione. Sembrava possibile eliminare degli elementi tubolari che passavano lungo i vari balconi, agevolando l’ascesa dei ladri. Ma poi si è scoperto che erano parti strutturali degli immobili, e quindi non potevano essere eliminate. Allora è stato concepito, dagli uffici tecnici dell’Inpgi, un progetto dai costi assai elevati (250 mila euro) che avrebbe dato al complesso di via Galli l’aspetto di un lager. Si trattava infatti di creare una soprelevazione metallica oltre l’attuale muro: anche questa, peraltro, facilmente scavalcabile dai ladri. Ci siamo opposti e abbiamo espresso il nostro dissenso al presidente dell’Inpgi Gabriele Cescutti, che proprio in quelle settimane stava per lasciare l’incarico ad Andrea Camporese. Il progetto è stato respinto dalla Presidenza dell’Inpgi. Abbiamo avanzato alcune contro-ipotesi, e fra queste la realizzazione di inferriate alle finestre, con la compartecipazione di inquilini e Istituto. Pensavamo che alcune ingenuità costruttive, come quella dei tubolari, e l’eccezionalità del caso via Galli, per la quantità di intrusioni e furti, giustificassero ampiamente un coinvolgimento finanziario dell’Inpgi.

Ma il presidente Camporese, con il quale ci siamo incontrati, ci ha comunicato la decisione negativa dell’Istituto: si era opposta, in particolare, la Commissione appalti, che temeva di creare un precedente che avrebbe poi determinato attese negli inquilini di tutti gli immobili dell’Inpgi, mentre per noi via Galli era emergenza allo stato puro. Lo stesso Istituto ha riconosciuto il nostro ruolo attivo nella vicenda, in una lettera che ha spedito il 3 ottobre scorso a tutti gli inquilini di via Galli, in cui si diceva testualmente: “Il Siai si era fatto portavoce dell’esigenza di maggior sicurezza da parte dei propri iscritti e, in particolare, aveva chiesto che l’Istituto si assumesse, in tutto o in parte, l’onere economico dell’installazione di grate a protezione delle finestre di ogni appartamento”.

La nostra pressione è però servita comunque a qualcosa. L’Inpgi ha indetto una gara d’appalto per gli infissi di metallo alle finestre, spuntando i migliori prezzi sul mercato e prevedendo che il rimborso della spesa per i lavori venisse effettuato dagli inquilini in 24 rate mensili senza interessi, con un costo complessivo per la protezione della propria casa di 2.670 euro, Iva inclusa. Ho voluto raccontare nei dettagli questa storia, per far capire quale possa essere l’efficacia di un sindacato moderno, quando si batta per obiettivi credibili e quando sia opportunamente informato e quindi innescato dai suoi iscritti. Sempre in collegamento con il problema della sicurezza vale la pena di ricordare altri due nostri interventi compiuti nel corso dell’anno. La richiesta del completamento dell’illuminazione esterna in via dei Lincei , che ci risulta sia stata poi effettuata, e l’iniziativa, anche questa coronata da successo, assunta per via della Mendola 212, dove l’intero inquilinato era stato preso da comprensibile ansia, a causa dei ponteggi che proprio alla vigilia della scorsa estate avevano, per così dire, fasciato l’immobile, per lavori di rifacimento della facciata. Abbiamo ricevuto alcune mail e anche una lettera sottoscritta da numerosi inquilini, che temevano per la sicurezza dei loro alloggi durante le ferie d’agosto. Abbiamo chiesto e ottenuto lo smantellamento dei ponteggi, che sono poi stati rimontati dopo l’estate.
Vi è anche un’altra sicurezza, quella che concerne gli impianti elettrici, gli ascensori, gli idranti, la facilità di accesso da assicurare alle persone portatrici di handicap. E’ un terreno nuovo, su cui promettiamo di impegnarci nel corso del 2009, sempre sulla base delle vostre segnalazioni.

Quanto alle manutenzioni vere e proprie, incontrando il 7 luglio scorso il presidente Andrea Camporese, abbiamo avuto da lui questa testuale promessa: “Non lesinerò su tali spese”. Già quest’anno ci siamo occupati di svariati casi: da quello, invero assai complicato, di via del Casaletto, con tanto di ispezione in loco assieme al dirigente del servizio immobiliare, avvocato Sergio Manetta, alla potatura delle magnolia di via Chini, alle grondaie di un inquilino di Rende, in provincia di Cosenza. Abbiamo anche contestato gli esagerati conguagli del gas di via dei Lincei, e abbiamo affrontato il nodo del posteggio dei motorini in via dei Giornalisti. Occuparsi di questi problemi, non vuol dire però riuscire a risolverli tutti. Tra noi e la soluzione c’è di mezzo l’Inpgi, con i suoi servizi e talvolta disservizi. Noi conserviamo traccia di tutte le nostre segnalazioni, che inviamo a Manetta via e-mail, e siamo intenzionati nelle prossime settimane a fare una verifica di ciò che è stato fatto e di ciò che giace ancora nei cassetti. E’ di tutta evidenza, sono costretto a ripetermi, che più cresce la nostra forza e il nostro peso, anche numerico, e maggiore è la nostra speranza di successo nell’incalzare l’Inpgi.

Il Siai nazionale. Sull’altro obiettivo che ci siamo posti, quello di realizzare un sindacato inquilini realmente rappresentativo in tutte le regioni dove sorgono immobili dell’Inpgi, siamo ancora indietro, inutile nasconderlo. Ma, onestamente, non potevamo centrarlo in così pochi mesi. E’ logico rilanciarsi prima nel territorio dove sorge il grosso degli immobili, e poi estendersi. Sarei soddisfatto se il traguardo pieno della nazionalizzazione del Siai venisse tagliato entro la fine del mio mandato di tre anni, uno dei quali è già trascorso. In ogni caso abbiamo già iscritti in Calabria, a Genova, a Bologna e in altre regioni. Rispondiamo alle mail che ci inviano, dando loro consulenza a distanza. L’appartenere al Siai, dà diritto a questi soci di farsi assistere dalle sezioni locali del Sunia. Presto faremo un’assemblea con gli inquilini di Bologna San Lazzaro: siamo già in contatto, dobbiamo solo concordare una convocazione. E, dal 2009, inizieremo a nominare i rappresentanti regionali del Siai, come lo Statuto prevede.

La questione dei riscatti. Nell’assemblea Siai del 2 ottobre 2007, e anche in varie lettere che ci sono giunte, diversi di voi hanno manifestato la volontà di acquistare l’alloggio che abitano. Di riscattarlo, come si dice nel gergo di tutti i giorni, utilizzando però un termine tecnicamente improprio, perché lascia intendere che nel prezzo finale venga calcolato e scontato l’insieme degli affitti pagati fino a quel momento, cosa che invece non fanno gli enti che decidono di dismettere in tutto o in parte il loro patrimonio, limitandosi piuttosto ad accordare una riduzione, che oscilla dal 15 al 30 per cento del valore di mercato, per il fatto che l’immobile viene ceduto occupato. Il problema è che, a decidere le dismissioni, non è ovviamente l’inquilino, non esiste insomma un suo diritto all’acquisto incluso nel contratto, ma è l’ente proprietario, sulla base di differenti criteri, il basso rendimento dell’immobile, il suo basso valore a causa di interventi di manutenzione non fatti nel corso del tempo (è il caso, questo, del patrimonio Enasarco, che è stato dismesso l’anno scorso) oppure la necessità di diversificare maggiormente gli investimenti tra patrimonio immobiliare e mobiliare, potenziando quest’ultimo (un processo, per la verità, che la crisi finanziaria mondiale di questi mesi sembra avere messo in discussione). Abbiamo comunque rappresentato questa esigenza al presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, il quale ci ha comunicato di avere ordinato uno studio su costi e rendimenti di tutto il patrimonio immobiliare che, come già ricordato, consta di 2 mila 200 unità. Lo studio è quasi pronto e gli verrà consegnato entro la fine di gennaio 2009. Ma dico subito che non è il caso che gli inquilini romani si facciano grandi illusioni. Posto che l’intero patrimonio dell’Inpgi sembra avere una reddititvità piuttosto buona, tra il 2 e il 2,5 per cento, la decisione di dismettere investirà singoli immobili non strategici, non tanto per il rendimento, quanto per la difficoltà di essere amministrati o per altre ragioni. Sia Camporese, sia il dirigente del servizio avvocato Manetta, mi hanno fatto capire che nessuna unità immobiliare romana sarà della partita. Si deciderà se vendere in località come Firenze, Padova, Collegno, Arenzano o in Calabria. Anche perché la vendita di un’unità immobiliare considerata non strategica a Roma, ammesso che la si trovi, provocherebbe un incontrollabile effetto domino, con richieste d’acquisto a catena. Aspettiamo ancora qualche settimana, comunque, per vedere questo studio, dei cui esiti vi daremo tempestiva comunicazione.

Affitti e contratti in scadenza. Come sappiamo, agli alloggi dell’Istituto si applica la disciplina degli affitti descritta dalla legge 431 del 1998, che contempla due tipi di contratto, due differenti “canali” come si suol dire: il primo canale è a canone libero, e prevede una durata contrattuale di quattro anni più quattro di rinnovo, il secondo, che viene applicato a tutti i contratti Inpgi che erano già in vigore nel 1998, prevede invece un canone concordato in base ad apposite intese definite in sede locale dalle organizzazioni della proprietà edilizia e da quelle dell’inquilinato maggiormente rappresentative. Con il canone concordato l’Inpgi ottiene un affitto più basso, ma in cambio fruisce di agevolazioni fiscali che vanno dall’abbattimento del 30 per cento dell’imposta di registro, a un’aliquota agevolata per l’Ici e anche per l’Ires. La durata contrattuale, secondo l’articolo 2 della legge 431, non può essere inferiore a 3 anni più 2 di rinnovo: l’Inpgi applica di sua iniziativa, invece, 5 anni più di 3 di rinnovo, e alla fine degli otto anni si applica un nuovo canone. Gli immobili affittati per la prima volta a partire dal 1998, come ho già accennato, sono invece a canone libero (anche se l’Istituto sostiene di applicare comunque valori un po’ inferiori a quelli di mercato) ma, dopo gli otto anni di vigenza contrattuale, passano anche loro al “secondo canale”.

Varrà la pena di ricordare che per i primi 31 contratti a canone libero scaduti già nel 2006 l’Inpgi chiedeva un aumento medio del 27 per cento, con punte del 50, interpretando secondo bande d’oscillazione sfavorevoli per gli inquilini quello che a tutt’oggi è l’ultimo accordo accordo locale romano fra inquilini e proprietà, stipulato nel 2004. Il Siai, intervenuto nelle trattativa al fianco del Sunia, è riuscito a dimezzare le richieste iniziali dell’Istituto, dando vita ad aumenti medi attorno al 14 per cento. Anche nel 2007 e nel 2008 sono scaduti dei contratti, e in questo caso sono stati rinnovati in base al semplice aumento del carovita, applicato ai canoni individuati secondo i criteri sindacali del 2004. Nel 2009, con la crisi economica in atto che grava sulle famiglie in affitto, contiamo di riuscire a ottenere, per i 281 contratti che scadranno, lo stesso aumento limitato al carovita.
Chiariamo ancora meglio, per sollevare qualsiasi dubbio: ogni contratto viene aggiornato annualmente in base all’aumento dell’indice Istat del carovita, calcolato al 75 per cento. Ma dopo otto anni, va definito integralmente un nuovo canone, tenendo conto delle griglie stabilite dagli accordi locali: è a tali accordi che contiamo di applicare la semplice rivalutazione al carovita. L’istituto ci ha fornito lo specchietto numerico dei canoni che scadranno, e presto ci farà avere l’elenco con l’indicazione dei singoli inquilini, che hanno ricevuto l’avviso con un anno d’anticipo. Su 281 contratti, intanto, 235 sono “ex patti in deroga”, in pratica del secondo canale a canone concordato, e in particolare 173 a Roma e 62 fuori Roma. Quelli a canone libero scaduti, che passano invece a canone concordato, sono 46, 32 a Roma e 14 fuori Roma. E’ importante osservare che alcuni di questi potrebbero avere un “aumento zero”, perché l’affitto concordato aumentato del carovita potrebbe essere pari o inferiore all’affitto che pagavano a canone libero. In ogni caso, tutti e 281 gli inquilini interessati per il momento non devono fare nulla, soltanto attendere la nostra trattativa e la comunicazione dell’Inpgi.

“Relazioni esterne”. Abbiamo allacciato un proficuo rapporto con il Presidente dell’Inpgi Andrea Camporese, il quale ci ha offerto un tavolo periodico di confronto, con la sua diretta partecipazione e quella del Direttore generale Tortora, sui problemi che riguardano l’inquilinato dellInpgi. Occasione che ovviamente abbiamo colto. In aggiunta, chiedevamo però di partecipare con un nostro rappresentante, semplice osservatore senza diritto di voto, sia alla Commissione Inpgi che si occupa di appalti, sia a quella che si occupa dell’assegnazione degli alloggi. Nessuna volontà di cogestione: semplicemente, avendo conoscenza diretta di come funzionano gli appalti, potevamo effettuare un controllo più pregnante sui lavori di manutenzione e, per gli affitti, si trattava di onorare addirittura il punto 1 dello Statuto lettera a), laddove si dice che il nostro sindacato si propone “di rendere più limpido e trasparente il rapporto tra gli inqilini e l’Inpgi, anche ai fini dell’assegnazione dell’alloggio”. Inoltre c’era un precedente: nella passata gestione, la Commissione Affitti-Alloggi aveva sempre invitato alle sue riunioni un suo rappresentante. Ma sia Marcello Ugolini, presidente della Commissione Appalti, sia Massimo Signoretti, presidente della Commissione Affitti, hanno manifestato al presidente Camporese, che si era fatto latore della nostra richiesta, la loro opposizione. Si sono detti disponibili a fornirci documenti e Signoretti si riservava di invitarci a qualcuna delle sue riunioni. Invito che non è mai arrivato. Allora il 24 novembre scorso abbiamo scritto a tutt’e due, e per conoscenza a Camporese, sollecitando con una successiva telefonata una risposta scritta. Ad Ugolini abbiamo chiesto, fra le altre cose, l’elenco dei fornitori dell’Inpgi. Ci ha risposto ieri l’altro, negandocelo e dicendosi disposto fornirci “chiarimenti e delucidazioni” davanti al Presidente dell’Inpgi. Chiede comunque che gli diamo notizia di “eventuali lavori male eseguiti”. Signoretti, dal quale volevamo sapere quante riunioni della sua Commissione c’erano state, e come mai non ci avesse invitato nemmeno una volta, a tutt’oggi non ci ha nemmeno risposto. Ma siamo persone abbastanza decise, e vedrete che qualche cosa otterremo.

Come contattarci. Il modo più diretto per inviarci ogni vostra segnalazione è quello di scriverci una mail a siai@stamparomana.it, o di scrivere a Siai, Piazza della Torretta 36, 00186 Roma o, ancora, di telefonare allo 06 684027320: risponderà la nostra Antonella, tutti i giorni, mattina e pomeriggio. Abbiamo anche ottenuto in comodato una stanza nella sede Inpgi di piazza Apollodoro, che però al momento non usiamo con continuità. C’è poi un nostro link al sito Internet www.stamparomana.it. Contiamo di realizzare, nel corso del 2009, un sito totalmente autonomo e quando saremo pronti ve ne daremo tempestiva notizia.

Non mi resta che formularvi i più caldi auguri di Buone Feste. Arrivederci alla prossima assemblea, che convocheremo nei primi mesi del 2009.

Il Presidente del Siai
Corrado Giustiniani

Roma 12 dicembre 2008

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